21/05/2014

Il problema casa ancora in alto mare

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La casa è ancora un sogno per tante famiglie di Benevento. Soprattutto per i cittadini a basso reddito, che non possono permettersi affitti consistenti e rilevanti, imposti dalla dura legge del mercato. Una situazione drammatica, aggravata dal fatto che a Benevento sono 20 anni che non si costruiscono case popolari.

Contemporaneamente il panorama edilizio della città è caratterizzato da centinaia di appartamenti vuoti, sfitti, lasciati nell’abbandono e nel degrado. Per dare una risposta a chi cerca casa, le istituzioni hanno presentato programmi, promesso interventi, ma il problema è ancora lontano dalla soluzione auspicata.

Il Movimento di lotta, sviluppatosi nei mesi scorsi a Benevento, rappresenta solo la punta dell’iceberg, l’aspetto più eclatante di un mondo sommerso ed invisibile. Il quadro della fame abitativa lo possiamo leggere in queste clamorose cifre: 600 famiglie hanno fatto domanda per una casa popolare, altre 400 hanno chiesto un contributo sull’affitto, mentre sono 200 quelle che ogni anno ricevono uno sfratto per morosità incolpevole, dovuto alla perdita del lavoro o ad altre emergenze ed imprevisti.

Gli sfrattati sono stati sistemati provvisoriamente presso l’ex scuola elementare di San Modesto, al Rione Libertà. Come si è arrivati a questa allarmante e pesante situazione? Quali enti dovevano intervenire? Quali politiche dovevano essere messe in campo?

“Il problema si è incancrenito - denuncia Paolo Iorio, dirigente del Sunia, sindacato degli inquilini - perché la Regione non dà i fondi, né per la manutenzione delle case popolari, né per nuove costruzioni. Il comune non dà i suoli, oppure cambia continuamente piani, per cui le case per gli sfrattati, dalle sessanta previste otto anni fa sono diventate meno di trenta e non si sa quando si faranno. Intanto si è perso tempo per correre dietro all’Housing Sociale, mentre le case che si liberano ogni anno, appena una ventina, vengono occupate rapidamente e abusivamente”.

Il comune ha avviato l’anagrafe delle abitazioni per garantire legalità e diritti, colpire le occupazioni abusive e rispettare i bisogni e le graduatorie dei richiedenti. Quanto si concluderà questa operazione, chiesta con forza dal Movimento?

“La protesta e la mobilitazione - sottolinea Iorio - hanno scoperchiato un amaro pentolone ribollente, che per tanti anni si è fatto finta di non vedere. A Benevento abbiamo tante possibilità per dare una casa, non nel senso di assegnare e affittare alloggi classici col sistema tradizionale, ma mettendo a disposizione scuole dismesse, proprietà pubbliche libere, come il complesso dell’Istituto delle Orsoline, oppure come l’ex Caserma della Scuola Allievi Carabinieri”.

L’istituto Autonomo Case Popolari naviga tra commissariamenti e mancata applicazione della riforma. Una legge nazionale prevede che questi enti devono essere dismessi, ma la Regione Campania, unica in Italia, ancora non provvede ad applicarla. Il commissario in carica è il democratico Nino Del Vecchio ed il suo mandato scadrà il prossimo 30 giugno. Ma già si vocifera che la gestione commissariale continuerà con altri nomi.

Per fronteggiare il problema della casa dovrebbero agire, quindi, all’unisono e con grande sinergia, la Regione, il Comune, la Prefettura e l’Iacp. Quali sono, invece, le proposte del sindacato?

“La prima cosa da fare - suggerisce Iorio - è fermare la cementificazione del territorio, poi bisogna riutilizzare e recuperare il patrimonio abitativo del comune e dell’Iacp, infine è necessario utilizzare i fondi disponibili per costruire le 30 case popolari per gli sfrattati, i 20 alloggi di Parco Capodimonte e gli altri previsti nell’Housing Sociale per l’edilizia agevolata. Ma, per dare una svolta decisiva, basterebbe far funzionare l’Osservatorio sulla Casa, istituito quattro anni fa dall’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Fausto Pepe, e rimasto in naftalina, dal momento che da allora non si è mai riunito”.

ANTONIO ESPOSITO

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