18/06/2014

Toponomastica longobarda

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Il 2014 è stato l’anno dei gemellaggi longobardi e dei convegni internazionali a tema. Com’è noto il complesso monumentale sito di Santa Sofia nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal giugno 2011 e la valorizzazione della longobarda storia cittadina si è concretizzata con la Primavera longobarda del 2013 ed ora del 2014, a cura della Provincia di Benevento, nonché, proprio in quest’ultimo anno, in una serie di iniziative che hanno visto molto coinvolte le associazioni locali. Siamo andati a sbirciare nel tessuto urbanistico cittadino, alla ricerca della toponomastica longobarda, che è più ricca e meno conosciuta di quello che si creda. Ecco a voi una lista delle strade cittadine intitolate a personalità longobarde. Si riportano brevi notizie sulla figura di ciascuna.

VIA ADELPERGA

In una traversa del Viale Principe di Napoli

Principessa longobarda (nata nel 740 c.ca), figlia di re Desiderio, il re spodestato, e di Ansa. Desiderio fonda il monastero di San Salvatore a Brescia, a capo del quale pone la prima figlia, Anselberga. Desiderio ha cinque figli: Ermengarda (ripudiata da Carlo Magno), Adelperga (ricordata nel «Coro dell’Adelchi» di Manzoni, atto IV), Liutberga e Adelchi. Adelperga è la moglie del principe Arechi. È ricordata dalla cronaca come donna di intensissima fede cristiana. Il suo precettore Paolo Diacono la chiama «cristianissima». La fede la sorregge anche quando il figlio è preso ostaggio dai Franchi. Alla morte di Arechi (26 agosto 787, all’età di 56 anni) i Beneventani la pongono alla reggenza del principato.

VIA ARECHI

Da Via Annunziata a Via Trappeto

Duca e poi principe di Benevento. Nacque intorno al 734, morì il 26 agosto 787. Dal 774 si spostò a Salerno nella Reggia da lui stesso fatta costruire. Con Arechi la Benevento longobarda raggiunge uno splendore ed una floridezza mai conosciute prima. Nel 760 completò il complesso monumentale di Santa Sofia, voluto dal suo predecessore Gisulfo II, e lo dotò di ricchezze e lasciti, rendendolo uno dei più potenti monasteri dell’Italia Meridionale. A capo del monastero pose la sorella Gariperga.

VIA ERCHEMPERTO

Da Via Odofredo a Via Orbilio Pupillo

Monaco benedettino e storico longobardo (VIII-IX sec. d.C.), autore dell’importante Historia Langobardorum Beneventanorum, primaria fonte di conoscenza della Langobardia Minor. Scarsissime o confuse le notizie della sua vita. Non si sa neppure dove nacque. Fu monaco nell’abbazia di Montecassino, ricoprendo incarichi diplomatici. Morì nell’anno 887.

VIA FALCONE BENEVENTANO

Da Piazza Piano di Corte a Via Verdi

Nato a Benevento nel 1070 circa e ivi morto nel 1144 circa, è stato storico longobardo, notaio, giudice della Curia pontificia beneventana. Ha scritto il Chronicon Beneventanum, che racconta in forma annalistica la storia della città di Benevento.

VIA GRIMOALDO RE

In una traversa del Viale Principe di Napoli, di fronte all’ospedale Fatebenefratelli

(Cividale del Friuli, 600 circa - 671) fu re dei Longobardi e re d'Italia dal 662 al 671. Figlio di Gisulfo II, duca del Friuli. In gioventù fu rapito dagli Avari insieme ai fratelli. Tornato fortunosamente in patria, fu costretto a lasciare il Friuli a causa dell’usurpazione dello zio e riparò in Benevento. Fu chiamato in soccorso a Pavia da Godeperto, in lite col fratello per la successione. Ma, una volta giuntovi, Grimoaldo uccise Godeperto e ne sposò la sorella, Digelinda, dalla quale ebbe otto figli maschi. In Romagna sconfisse i Bizantini ed in tutti i suoi domini riordinò le leggi in senso romano, inserendovi nove capitoli dell’editto di Rotari. I figli di Grimolado e Digelindae saranno impegnati in una lunga guerra dinastica. Grande regina di Pavia, Digelinda fu la prima mutilata dinastica della storia. La pratica della mutilazione veniva dal mondo bizantino. Al mutilato veniva tagliato il naso e le orecchie ed esso veniva rinchiuso per passare nella sofferenza più atroce gli ultimi giorni della sua vita.

VIA DEI LONGOBARDI

Da Via Perrotta a Lungocalore Saragat

Popolazione germanica emigrata in Italia tra i II ed il VI secolo d.C. Entrarono in contatto con il mondo bizantino intorno al 568 e si insediarono in Italia sotto la guida di re Alboino. Grandi figure di sovrani furono quelle di Autari, Agilulfo (VI secolo), Rotari, Grimoaldo (VII secolo), Liutprando, Astolfo e Desiderio (VIII secolo). Dopo una lunga fase di espansione, i Longobardi furono sconfitti nel 774 dal re dei Franchi, Carlo Magno. Lo storico longobardo Paolo Diacono nell’Historia Langobardorum spiega l’origine del termine “longobardi”: «Furono chiamati così [...] in un secondo tempo per la lunghezza della barba mai toccata dal rasoio. Infatti nella loro lingua lang significa lunga e bart barba». Sbaragliati i bizantini, la prima città a cadere in mano longobarda fu Cividale del Friuli, espugnata da re Alboino. Nell’Alto Medioevo con Langobardia Maior si intendevano i domini della Toscana e dell’Italia settentrionale, tra cui Pavia (passata ai franchi nel 774) e Brescia; la Langobardia Minor indicava la parte centro meridionale, cioè i ducati di Spoleto e Benevento. Di religione pagana, i Longobardi si convertirono al cattolicesimo, più che altro per motivi politici, e fondarono una serie di monasteri femminili. La prima raccolta di leggi longobarde di l’Editto di Rotari, promulgato nel 643. Rotari fu re dei Longobardi e re d’Italia dal 636 al 652. L’economia si basava su allevamento e agricoltura. Seguirono poi il commercio, l’artigianato e le attività bancarie. Fu sviluppata l’oreficeria e la miniatura. I Longobardi assimilarono la cultura e le usanze dei popoli con cui entrarono in contatto.

VIA ROMOALDO II

Alle spalle di Viale Principe di Napoli

Romoaldo II detto il Giovane è stato duca di Benevento tra il 706 ed il 731. Figlio di Gisulfo I e di Winiperga. Fu in guerra con il ducato di Spoleto e con quello di Napoli. Ebbe due mogli: la prima, Gumperga (o Guntberga), figlia di Aurona, che era la sorella del re d'Italia Liutprando; la seconda con Ranigunda, era figlia del duca di Brescia Gaidualdo. Gli successe il figlio avuto da Gumperga, Gisulfo II, ma era un minore e fu spodestato dall'usurpatore Audelais, anche se la vita gli fu risparmiata. Re Liutprando rovesciò sia ia Gisulfo che Audelais e mise sul trono suo nipote Gregorio.

VIA SESSUALDO

In zona San Lorenzo. Da Corso Dante a Via Cap. Mazzella

Era un inviato di uno dei figli di re Grimoaldo. Avvertì il re del grave pericolo che correva la capitale del suo ducato, vista la calata dell’imperatore bizantino Costante II in Italia, per cui Grimoaldo, raccolto il suo esercito e lasciata Pavia alle cure del duca friulano Lupo, partì per Benevento. Durante il viaggio di ritorno era preceduto dal fidato Sessualdo, che avrebbe dovuto annunciare a Romualdo I l’annuncio dell’arrivo del padre. Ma Sessualdo cadde nelle mani di Costante, il quale, saputo della partenza del re da Pavia, allo scopo di far capitolare più in fretta Benevento ordinò al prigioniero di recarsi sotto le mura della città e di dire agli assediati che il re non sarebbe mai giunto in soccorso, perché impegnato in Alta Italia. Invece egli, contravvenendo all’ordine e pagando con la vita gridò: “Resisti perché tuo padre sta per giungere e questa notte sarà al fiume Sangro!”. Sessualdo fu decapitato e con il suo sacrificio salvò Benevento. I Longobardi sconfissero l’esercito di Costanzo, che intanto era fuggito verso Napoli. Grimoaldo, liberata Benevento, nominò il fedele Trasamondo duca di Spoleto e gli diede in moglie sua figlia. Tornò quindi a Pavia, dove sedò gli abusi di Lupo e degli altri duchi, costringendoli a fuggire. Lupo sarà poi ucciso dagli Avari in Friuli.

PIAZZA SANTA SOFIA

Attuale Piazza Giacomo Matteotti

Su di essa si erge la longobarda chiesa di Santa Sofia, fatta costruire dai Longobardi, come anche l’annesso monastero, sul modello della celeberrima Aghian Sophian di Costantinopoli. Santa Sofia dipendeva dal monastero di Montecassino, San Salvatore di Alife da San Vincenzo al Volturno. A gettare le basi della bellissima chiesa ad impianto stellare, sorretta da una selva di colonne ed orientata in modo da stupire il visitatore con spettacolari effetti di luce, fu il re longobardo Gisulfo II, morto nel 773. Il successore Arechi II la completò, nel 760, insieme al contiguo monastero, a capo del quale pose la sorella Gariperga.

VIA TROTULA DE RUGGIERO

All’altezza del Cesvob, Centro Servizi per il Volontariato, zona del Viale Mellusi

La più famosa delle ”Mulieres Salernitanae”, le Dame della Scuola Medica di Salerno, dove la scienziata studiò e insegnò. La prima ad occuparsi di tematiche ginecologiche: sessualità, controllo delle nascite, malattie, benessere. Il suo De passionibus mulieribus è il testo base della scuola medica salernitana. Intraprese questa strada dopo la morte per parto di sua madre. Violentata dal marito in un momento di ubriachezza, si stabilisce, con grande scandalo per l’epoca, nel quartiere ebraico di Salerno, dove cura tutti e salva molte donne da morte certa. Il De passionibus mulieribus venne stampato in tre lingue nel 1500. Trotula scrisse, oltre che di medicina, anche di bellezza: De hornatum mulierum. Si tratta di 64 ricette di bellezza, realizzate con le erbe dell’Orto di Salerno. In barba alle leggi del tempo - l’Editto di Rotari vietava alle donne di truccarsi - Trotula incitava le donne al truccarsi e all’incipriarsi, perché la bellezza femminile è parte della bellezza del creato.

LUCIA GANGALE

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