04/03/2015

Dopo tanto fumo va controllato l'arrosto

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E' da mesi che comunicati, avvisi, colpi di scena e dichiarazioni dai toni molto duri imperversano sui media locali per la vicenda della fornitura dei servizi di mensa scolastica, con il coinvolgimento di alcune parti che trovano sfogo usando toni a volte molto duri e su cui si concentrano giornali, televisioni locali e portali informativi.

Una querelle che, al di là delle ragioni di parte, ben esposte ed ormai piuttosto chiare, sta registrando una situazione di scontro continuo in una vicenda chiusa in se stessa, in cui le parti concentrano gli sforzi nell’affermare ognuno la propria posizione, alla ricerca della migliore interpretazione del sentimento e degli interessi comuni, da una parte rassicurando e dall’altra allontanando queste rassicurazioni con nuovi elementi di discussione.

Senza volersi addentrare nelle questioni tecniche e nei fatti cronologici va ribadito un aspetto, questo sì degno di essere rassicurato. Nel groviglio di affermazioni e confutazioni si è forse dimenticato delle vere parti in causa, non tanto di chi si appropria di questa rappresentanza, per l’una o per l’altra parte, ma di chi ne è veramente coinvolto: gli alunni delle scuole, con le loro famiglie, e i lavoratori dell’azienda addetti alla fornitura. Sono loro i diretti interessati verso cui dare maggior conto, agendo con sensibilità e autorevolezza.

Forse sarebbe auspicabile, in questo caso più che mai, che sia l’ufficio del sindaco, nella sua persona, l’organo maggiormente titolato e rappresentativo per la risoluzione di questa vicenda, avendo l’autorevolezza necessaria e la forza di intervenire ed intermediare per dare risposta ai diretti interessati, assumendosi la responsabilità rispetto a degli impegni da prendere nei confronti delle famiglie tutte.

Questa azione potrebbe cominciare dall’assumersi il carico di creare nuove azioni comunicative, definendo nel dettaglio ed in modo rigoroso e periodico i termini di controllo necessari per verificare la qualità del servizio, rendendone conto ai genitori ed impegnandosi a migliorare i termini di rapporto tra fornitore e utilizzatori del servizio.

E’ auspicabile che ciò avvenga, assumendosi in questo senso anche l’onere ed il rischio, in termini politici e, quindi, di consensi della corretta risoluzione della vicenda. Se ciò non avverrà il pericolo sarà quello di perpetuare una situazione deleteria di eterna dialettica, che di fatto continuerà a deludere gli utilizzatori ultimi: stiamo parlando dei nostri bambini, ricordiamolo.

L’affermarsi di una tale sfiducia mette a rischio la società fornitrice, generando uno squilibrio negli indici economico-finanziari con successiva perdita di posti di lavoro e disinvestimenti e provocando, in concomitanza a questo aspetto, un distacco più ampio dei cittadini verso le istituzioni, sempre più lontane nel vedersi riconosciuto un diritto sacrosanto, quello di un servizio soddisfacente e garantito. Infine, non dimentichiamolo, tutto ciò procura un danno anche alle scuole, messe sotto pressione dai diretti interessati.

Una serie di circostanze da evitare in un momento come questo, dove il servizio pubblico e la considerazione su quanto rappresentato dallo Stato, in tutte le sue forme, viene continuamente posto in discussione. Un intervento autorevole sarebbe davvero auspicabile per chiudere le tensioni e ripristinare una corretta base di rapporto, cominciando da una efficace, incisiva, diretta e più autorevole capacità di mediazione, che certamente non manca al nostro sindaco Fausto Pepe.

LUIGI RUBINO

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