16/04/2015

Scontro a fuoco sulla 'passerella'

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Sindaco ed assessori del Comune di Benevento vanno avanti per non perdere il vento favorevole degli aiuti e dei contributi. L’opposizione, dal canto suo, continua a chiedere trasparenza e semplificazioni, particolarmente nel campo urbanistico.

Dopo il movimento di alcuni dirigenti comunali, il sindaco Fausto Pepe si è anche visto piovere sul capo l’accusa di “doppia morale”.

Il consigliere Mario Pasquariello, pur ammettendo che non esiste una precisa normativa, si è chiesto: se un dirigente viene sospeso per problemi di giustizia perchè la regola non vale anche per il sindaco? Meglio chiarire, per evitare equivoci, che nessuno è stato condannato e che sicuramente, accertati i fatti, si giungerà a chiudere le ipotesi di reato.

Le opere in ultimazione o da avviare sono parecchie. Sarà messo in sicurezza il ponte San Nicola, che collega Capodimonte al resto della città e ripulito il torrente. Buone notizie anche per il ponte tra Via Torre della Catena e il Rione Libertà.

Dopo 5 anni si tratta di individuare l’impresa ancora disponibile. Il rallentamento dei lavori sul Lungosabato, disponibilii 5 milioni, è dovuto alla necessità di coordinarsi con il Provveditorato alle opere pubbliche anche per meglio istallare la passerella ciclopedonale. Infine il depuratore che dovrebbe migliorare le acque del Calore. Una delibera della Regione assegna quasi 10 milioni per l’impianto, da costruire nella contrada San Angelo a Piesco.

A questo punto, trovati altri fondi, si potrebbe ripensare l’intero sistema fognario di buona parte della città. La Soprintendenza dei beni archeologici ha offerto piena collaborazione. A Benevento quasi sempre si scoprono tombe e mura di edifici, per questo si faranno indagini lungo il tracciato. Quando usciranno queste righe sarà terminata la sistemazione di via Grimoaldo Re e la posa della passerella verso la Colonia Elioterapica (Rione Ferrovia). Un assessore disse che i lavori sono a prova di alluvione e che gli impianti possono essere sommersi senza danni.

Aperta al traffico via Grimoaldo disco verde al restauro del ponte Vanvitelli. Sono in vista deviazioni per il traffico automobilistico e disagi per i pedoni, che avranno uno spazio limitato. I commercianti del rione Ferrovia temono l’isolamento e il crollo delle vendite, la Confcommercio ha proposto un senso alternato. Ma sarà un disagio non paragonabile alla vecchia demolizione totale del primo ponte Vanvitelli, avvenuta nel 1960. Successe di peggio nel 1944, dopo la seconda guerra mondiale.

Vi fu un conflitto a fuoco sul camminamento provvisorio. E’ una delle storie dimenticate, più precisamente rimosse dalla memoria cittadina. I bombardamenti Alleati del 1943 avevano provocato più morti e distruzioni dei Tedeschi ma non demolito i ponti. La distruzione, quasi totale in tutta la provincia, avvenne durante la ritirata delle truppe di Hitler. L’esercito tedesco minò impianti e vie di comunicazione e si posizionò sulle colline di Fragneto Manforte.

Alle ore 13 del 2 ottobre 1943 le mine lesionano due arcate del ponte Vanvitelli. Completamente distrutto il ponte di ferro della ferrovia Benevento - Avellino. Gli Americani, già dotati di tecnologie avanzate, riaprono quasi subito il Vanvitelli con strutture metalliche. Passano sull’altra sponda truppe, cannoni, carri armati. Non passano, invece, i Beneventani. Per loro c’è un tavolato nel punto lesionato, sospeso sul vuoto, protetto da corde, che “ ballava” paurosamente.

Il 25 maggio 1944 la sparatoria. Una bella ragazza passa sulla passerella mentre tre soldati inglesi, di origine indiana, cercano di riempire i buchi prodotti dalle mine. Raptus erotico: un soldato inglese accarezza i seni della fanciulla.

Forse vuole solo scherzare ma la ragazza invoca aiuto, i presenti si ribellano. Arrivano quattro paracadutisti italiani in servizio di polizia militare. Il loro battaglione, o meglio quello che resta del battaglione, è accampato verso Pietrelcina. Nasce una violenta discussione e un inglese ferisce a picconate gli italiani. I paracadutisti sparano, trasportano il ferito al sicuro e scappano verso Pietrelcina. Restano sul ponte i due indiani morti.

Gli Inglesi si spaventano perchè sanno che i paracadutisti sono uomini addestrati. Temono una rivolta popolare in difesa delle donne, una specie di Vespri siciliani. Piazzano mitragliatrici davanti alla Caserma Guidoni e alla Villa Comunale. Ogni militare italiano è arrestato per individuare i colpevoli. Circolavano armi e bombe a mano tra la popolazione, vi erano state sommosse, scontri con 5 morti nella zona di Santa Maria degli Angeli, attacchi a case e caserme di carabinieri a San Lupo e nella Valle del Fortore.

Non si trattava di fascisti o antifascisti ma di gente rimasta senza pane e soldi. L’intervento due ufficiali del Quartiere generale italiano mise fine al rinnovato clima di guerra.

GABRIELE DE LUCA

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