16/09/2015

La città è sotto assedio

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Nella storia millenaria della citta' abbiamo dovuto subire rovinosi terremoti e guerre atroci, ma quello che ora si prospetta per la nostra citta' e' il peggio del peggio. E gia' perche' qui si tratta della nostra scomparsa, della nostra cancellazione.

E’ vero non ci saranno morti e feriti come nei bombardamenti del 1943, ma qui è la città come entità che è destinata a soccombere in tutto e per tutto.

La notizia della scomparsa della Prefettura è solo l’ultimo anello di una serie di smantellamenti di cui si torna a parlare ampiamente anche su questo numero di Realtà con gli articoli di Pedicini e Zotti.

Quello che però ha maggiormente colpito i beneventani in questa circostanza e li ha lasciati del tutto sgomenti è stata la “protesta” a suon di roboanti comunicati stampa, e persino interrogazioni parlamentari, di alcuni politici che così hanno creduto di essersi messi a posto con la coscienza.

Mentre tutto questo bel po’ accade continuano regolarmente ad arrivare sul tavolo della redazione notizie più o meno accattivanti di incontri più o meno segreti tra personaggi politici fino a ieri in guerra ed ora propensi ad accordarsi su qualche nome da proporre a candidato sindaco per le elezioni del 2016.

Ed ancora notizie di nomine in questo o quell’ente strumentale (Consigli di Amministrazione, revisori dei conti) al semplice scopo di dare, come è prassi consolidata, i soliti contentini per servigi già resi o da rendere nel prossimo futuro.

Insomma mentre la città è sotto assedio e sta per bruciare e quindi perdere ogni identità, c’è chi fa finta di niente, si volta dall’altra parte o persiste irresponsabilmente in certi atteggiamenti.

Molto significativo quello che ha scritto abbastanza meravigliato su la Gazzetta on line di Pietronigro un libero cittadino, un certo Carlo Cavallo…il sindaco non ha nemmeno pensato di iniziare uno sciopero della fame o di incatenarsi al portone di Palazzo Mosti!

Noi non crediamo affatto a questi tipi di proteste però nemmeno si può restare fermi, zitti e rassegnati.

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