28/04/2016

Così portai I Nomadi nel Fortore

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Questa volta abbiamo voluto incontrare Silvana Paoletti, notissima fotografa professionista sannita, con al suo attivo diverse mostre fotografiche organizzate in varie città d’Italia. Ha anche effettuato mirate e meditate incursioni nel campo della pittura e della poesia. Silvana Paoletti è nata a Montefalcone di Valfortore, provincia di Benevento, dove vive e lavora, ha conseguito la laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, Sezione Scenografia, dove ha avuto come professori Mimmo Iodice e Roberto De Simone. Dal 1980 è stata vicesindaco del suo Comune per tre mandati amministrativi, impegnandosi per la rinascita del Fortore e delle zone interne della Campania. E’ stata anche candidata alle elezioni provinciali e alla Camera dei Deputati.

Tra i tanti premi ricevuti, a quale tiene di più?

Al Premio Nazionale per meriti professionali, Museo Nazionale Sala Gemito, in quella occasione fu premiato Luca De Filippo per il teatro. Ed anche il Premio Nazionale “Dimensione Donna”, onorificenza conferita dall’Università della Magna Grecia del Centro Sud.

Quando inizia la sua carriera artistica?

Il mio percorso artistico inizia nel 1971 con una collettiva di pittura al Centro culturale di Santiago del Cile, poi, con gli Inti-Illimmanni, alla realizzazione di “Murales” in San Bartolomeo in Galdo sotto la direzione artistica del noto regista napoletano Ugo Gregoretti.

Le ultime mostre a cui ha partecipato, dove sono state allestite?

Tra quelle che più voglio ricordare: la terza Triennale Internazionale tenutasi presso il Castel dell’Ovo di Napoli nel 2011; la personale Mostra d’Arte fotografica sulla Sacralità della natura al Trascendente, organizzata a San Giorgio la Molara (Bn) nel 2014, alla cui inaugurazione ha portato la sua testimonianza il noto giornalista Paolo Brosio; e lo scorso anno a Saviano (Na) sempre una mostra d’arte fotografica abbinata ad alcune iniziative religiose e solidali.

Tra le tantissime iniziative culturali di cui si è resa protagonista ricordiamo l’organizzazione in Montefalcone di uno storico concerto de I Nomadi, ce ne vuole parlare?

Ero già una loro fan. Il mio obiettivo, come assessore comunale alla cultura, era quello di fare cultura a 360°. Allora, inizi anni Ottanta, nel bilancio comunale non c’era il capitolo riguardante la spesa per la cultura. Io lo istituii con un importo di 100mila lire. Tra l’altro, avendo frequentato gli ambienti artistici di Napoli, lì conobbi Beppe Barra, Concetta Barra, Eugenio Bennato. Allora pensai di portare a Montefalcone il meglio della cultura musicale napoletana e organizzai in tre serate diverse tre concerti: Nuova Compagnia di Canto Popolare; Beppe e Concetta Barra; Eugenio Bennato.

E I Nomadi quando vennero a suonare e cantare a Montefalcone?

Voglio prima dirle che dietro a tutto questo c’era un progetto originale, unico in tutta la provincia di Benevento in quegli anni. Organizzai la prima edizione di “Questa estate insieme” con convegni sull’emigrazione, sull’ambiente, prima dei concerti, tutto questo per i Montefalconesi che non potevano andare in vacanza e per dilettare gli emigrati che venivano in vacanza da noi.

Quindi, quando arrivarono I Nomadi?

Per l’estate del 1983, invitai I Nomadi, che subito accettarono volentieri di venire a Montefalcone. Il concerto venne fissato per il 13 agosto. Quel giorno pioveva a dirotto, Augusto Daolio, il loro leader, continuamente mi rassicurava dicendomi che appena finiva di piovere avrebbero iniziato il concerto. Difatti, alle 23 e 30 iniziarono a cantare e tantissima gente, malgrado la serata fredda, si radunò all’improvviso. Fu un successo, fu un evento storico, che ancora oggi viene ricordato. Fu il primo concerto de I Nomadi nella nostra provincia.

Oggi ha ancora rapporti di amicizia con I Nomadi?

Sì! Senz’altro! Anzi continuo a sentirmi con Beppe Carletti, attuale leader storico del gruppo. Ogni volta che sono presente ai loro concerti, mi onorano dedicandomi una canzone, così come faceva Augusto.

Parliamo ora di due suoi illustri concittadini, il prof. Rosario Zeppa, da tempo scomparso, e il Maestro Alterisio Paoletti, felicemente attivo…

Il dr. Rosario Zeppa è stato primario oculista di chiara fama al “Rummo” di Benevento. Era molto generoso con tutti ed in particolare con i suoi compaesani che li visitava gratis. Gli ho voluto dedicare una mostra organizzata nella sala consiliare. All’inaugurazione era presente anche lui. E quando l’invitai mi disse che questo tipo di manifestazioni si fanno quando i protagonisti non ci sono più. Ed io gli risposi che anche Picasso ha avuto l’onore di aver visto esposto un suo quadro quando lui era ancora in vita in un prestigioso museo.

E del maestro Alterisio Paoletti, suo concittadino, cosa ci può dire?

E’ molto noto a Pietrelcina e in Italia in quanto è il direttore dell’orchestra di “Una voce per Padre Pio”. Oltre ad essere mio amico fraterno, mi ha musicato la poesia che ho dedicato ad Augusto “Un amico re”, contenuta nella cartella artistica. Inoltre, pochi giorni fa, ha vinto il premio “Grammi Avards” per il pezzo de Il Volo “Luna escondida”, il testo è di Tony Renis, musica di Luis Bacalov, arrangiamento di Alterisio Paoletti, premio vinto come migliore canzone cinematografica, E, per questo, sono molto orgogliosa.

Per il futuro, Silvana Paoletti cosa ha in cantiere?

Spero di organizzare una mostra fotografica a Pietrelcina per rendere omaggio a Padre Pio e alla sua terra natale a cui sono molto legata. Pensi che dal 2005, ininterrottamente, sono presente a Pietrelcina a tutte le manifestazioni che riguardano il Santo, anche perché con Lui ho un rapporto speciale! Ho avuto il privilegio di avvertire il profumo di Padre Pio nella chiesa della Sacra Famiglia.

ANTONIO FLORIO

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