28/04/2016

Ad Agorà solo bugie

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Nei giorni scorsi, la città di Montesarchio è balzata all’attenzione della cronaca giornalistica nazionale in seguito ad un servizio trasmesso dai RAI TRE nell’ambito della trasmissione “Agorà” ed un servizio giornalistico curato da Sergio Rizzo del “Corriere della Sera” nell’ambito della inchiesta sulle opere pubbliche lasciate incompiute.

L’argomento è il collegamento rapido tra il Centro Storico di Montesarchio ed il Castello Medioevale che è stato definito “buco” e che in realtà è un traforo realizzato per la installazione di un ascensore finalizzato, appunto, a collegare la parte bassa del Centro Storico con il Castello e la Torre.

Sia la trasmissione,  che l’articolo di Rizzo, hanno in realtà messo  in evidenza solo l’aspetto negativo di tutta la questione, ha criticato la scelta di realizzare tale opera da parte dell’amministrazione guidata da Izzo a cui ha fatto seguito l’attuale guidata da Damiano, ha dato in relazione ai costi cifre non veritiere e, non ha chiesto per quale motivo l’opera, finanziata con fondi europei, non è stata continuata dall’amministrazione Damiano.

Per chiarire la serie di inesattezze emerse a discapito dell’immagine della città e dei precedenti amministratori, interviene l’ex assessore e vicesindaco ing. Giuseppe Cecere, attualmente consigliere di minoranza. 

“L’informazione, o meglio la disinformazione, sull’argomento, evidenzia Cecere, sembra essere gestita ad arte allo scopo di nascondere le incapacità di taluni amministratori e sistemi di informazione. L’opera in oggetto (collegamento rapido) ha un importo di appena 1,5 milioni di euro e non 6,0 milioni come si afferma nello scoop giornalistico, e non ha inciso per niente, continua l’ex assessore, sul bilancio comunale in quanto a totale carico dei fondi europei.

Essa è stata avviata dall’amministrazione Izzo e realizzata per circa il 50%, ma i lavori sono fermi da due anni perché l’amministrazione Damiano è incapace di gestire il processo degli interventi pubblici, non procedendo, per proprie motivazioni, alla sostituzione dell’impresa appaltatrice  che non ha potuto continuare per sopraggiunti problematiche amministrative. In altri casi, sottolinea Cecere,  l’Amministrazione Damiano ha provveduto celermente alla sostituzione dell’impresa: in questo caso no.  Inoltre, il finanziamento dell’opera non è collegato alla discarica che abbiamo subito e per la quale ci siamo battuti per difendere il nostro territorio.

Il finanziamento è frutto, così come per altri comuni, dei risultati della raccolta differenziata che ci hanno visto eccellere il Campania. Abbiamo avviato una cultura che altri non hanno e ci vengono a parlare di discarica. Ma oltre queste precisazioni, di cui il buon giornalista dovrebbe darne conto, è mortificante il comportamento degli attuali amministratori a cui vorrei solo ricordare che il Museo Archeologico si è aperto con l’impegno amministrativo ed economico dell’amministrazione Izzo, insieme ad una serie di attività finalizzate alla  valorizzazione del centro storico e del territorio di cui si è persa la traccia.

Infine, l’ing. Cecere, mette in evidenza che l’opera di “collegamento rapido centro storico-Castello”, tanto schernita e denigrata, si inserisce in un più ampio discorso di valorizzazione del centro storico e sicuramente non è stato spiegato al buon giornalista,  che l’attuale sistema di collegamento al Museo evita il Centro storico come un ghetto emarginato. L’amministrazione Izzo, aveva immaginato l’integrazione tra Museo e Nucleo antico che oggi, invece, oltre ad essere soltanto una cartolina, continuano ad essere ancora  del tutto isolati. Montesarchio sta morendo, i giovani vanno altrove , si spostano nei comuni limitrofi e di questo sembra che i nostri amministratori ne gioiscono con una passerella televisiva”.

LUCIA DE NISI

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