20/07/2016

Facciamo rivivere i nostri teatri

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Facciamo rivivere il Teatro Romano. Rimettiamo a posto il Teatro Comunale. Riapriamo un cinema un città. La questione culturale torna al centro del dibattito politico. Da associazioni e singoli cittadini partono appelli a rilanciare Benevento con la sua storia ed i suoi monumenti nel grande circuito turistico nazionale. Da tempo si studiano possibili abbinamenti e tandem con Caserta, con Pietrelcina e con le altre rinomate mete della Campania, si parla di gemellaggi con le città sedi della presenza longobarda.

Ma fino ad oggi ancora non sono state sfruttate tutte le potenzialità derivanti dal riconoscimento dell’Unesco, guadagnato dal complesso di Santa Sofia. Per rendere più fruibile la città servono soprattutto migliori servizi e collegamenti, adeguate strutture alberghiere e ricreative. Altrimenti Benevento rimarrà, come ha scritto di recente Roberto Saviano, “un gioiello incastonato in un deserto”. Per farla conoscere ed apprezzare occorrono naturalmente iniziative interessanti, che riescano ad armonizzare l’antico col contemporaneo.

Nella storia culturale di Benevento ha un ruolo di primo piano la rassegna teatrale “Città Spettacolo”, nata nel 1980 con la direzione artistica di Ugo Gregoretti. Si tratta di un appuntamento che fa parte dell’identità del capoluogo sannita. Dopo tanti anni ha perso lo smalto dei tempi migliori. Come rivitalizzare e rilanciare questo appuntamento che una volta accendeva i riflettori nazionali sulla città? La discussione è aperta e non può prescindere dai fondi disponibili.

La nuova amministrazione comunale ha avviato una prima riflessione, ma c’è stato poco tempo per un ragionamento di ampio respiro. Il dibattito è stato animato intanto da alcuni qualificati operatori del settore che hanno posto l’accento soprattutto sulla qualità della rassegna e sull’esigenza di valorizzare tutti gli spazi culturali. Per “Benevento Città Spettacolo” sono passati artisti importanti come Dario Fo, Gigi Proietti, Marco Paolini, Mario Martone, Ugo Chiti. Non è il momento di rimpiangere i tempi andati.

“Ricordo quando i miei genitori - afferma Michelangelo Fetto della Solot in una lettera agli amministratori - mi portavano al Teatro Romano a vedere tragedie e commedie, greche e latine. Da allora, io, figlio di operai, ho cominciato ad amare il teatro, che stimola il senso critico, apre uno sguardo sul mondo. Per me un festival teatrale è laboratorio, sperimentazione, confronto, non una normale stagione teatrale. Altre sono le vetrine, i palcoscenici, le manifestazioni di puro intrattenimento, come la festa della Madonna delle Grazie, “Sannio Fest”, “Quattro Notti di luna piena”, dove si possono portare artisti di fama televisiva ed i cantanti di Sanremo. Non bisogna disprezzare gli spettatori teatrali che seguono ben tre rassegne in città, che amano “Città Spettacolo”, definendoli pseudo intellettuali. C’è la via del successo facile e quella più faticosa che punta sulla qualità. Il festival deve riappropriarsi della sua funzione di stella polare del movimento artistico e del progresso sociale della nostra comunità”.

Una significativa provocazione ha messo in scena Peppe Fonzo del Magnifico Visbaal promuovendo la “Prima Giornata per la Memoria dei Teatri Cittadini”. Davanti all’Auditorium San Nicola, in via Bartolomeo Camerario, gli attori, venuti per interpretare il Mercante di Venezia, hanno cominciato a battere le mani contro il portone del teatro, chiuso dal 2005,come per chiedere una nuova possibilità di esprimersi.

“Vogliamo un confronto con le istituzioni - ha proposto Fonzo - per poter continuare un lavoro cominciato otto anni fa. La struttura che ci ospitava a via Cupa Ponticelli è stata danneggiata dall’alluvione, poi il comune ci ha concesso il “Piccolo Teatro Libertà” fino al 30 giugno scorso. Ora cerchiamo un posto per  la nostra attività teatrale, apprezzata e riconosciuta anche in campo regionale. Non chiediamo sconti, ma solo la possibilità di gestire uno spazio ed il riconoscimento di un ruolo che abbiamo conquistato con sudore e professionalità”. L’appello, per il momento, è stato raccolto da Fetto che ha offerto al collega attore il “Mulino Pacifico” per le prossime recite. Nella stessa giornata il mondo dell’associazionismo ha chiesto al neo assessore alla cultura, presente all’incontro, l’utilizzo concordato e ragionevole degli spazi sociali e culturali.

Le sorti dello storico festival di “Città Spettacolo” sono sul tavolo della nuova amministrazione comunale. Quale impostazione avrà? Riuscirà a rilanciarsi come appuntamento di livello nazionale? I finanziamenti regionali ammontano a circa 150 mila euro e non permettono grandi progetti. La scelta di nominare direttore artistico Remato Giordano ha suscitato qualche perplessità. Dopo i nomi di Gregoretti, Renzo Giacchieri, Mariano Rigillo, Maurizio Costanzo, Ruggero Cappuccio, Enzo Moscato e Giulio Baffi, si teme che l’arrivo del regista beneventano, organizzatore di “Quattro notti di luna piena”, possa portare a stravolgere il senso e l’identità della rassegna.

La questione culturale è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale. Si spera che tutti i teatri tornino presto a rifiorire di coinvolgente creatività. Un grande impulso alla rinascita culturale può venire anche dall’apertura di un cinema nel centro storico, di nuove biblioteche nei quartieri e del Parco Archeologico di contrada Cellarulo. Senza dimenticare la valorizzazione dei musei esistenti e del piccolo dinosauro Ciro, la cura e il restauro dell’Hortus Conclusus di Mimmo Paladino e degli affreschi di Piazza Sabariani.

ANTONIO ESPOSITO

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