06/10/2016

Andrea Roncato a Vitulano per girare un film

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Al termine di un’intensa giornata di riprese, terminate le scene esterne sulle scale in pietra locale della chiesa Santissima Trinità, in Vitulano, Andrea Roncato si toglie i paramenti sacri. Ha interpretato il ruolo di Don Sossio. Andrea Roncato è un attore, comico e personaggio televisivo. E’ laureato in giurisprudenza all’Università di Bologna, ha conseguito il diploma di solfeggio al Conservatorio. Egli ha partecipato a diversi corsi di recitazione sia in Italia che negli USA. Insieme a Gigi Sammarchi ha formato una celebre coppia, sia in tv che al cinema. L’attore bolognese, è stato nel cast di alcune pellicole di Natale con Massimo Boldi e Christian De Sica. In Carabinieri 5 interpreta l’appuntato Romanò. E’ doppiatore, attore, insegnante di recitazione. Ha promosso una campagna “SOS Foca Monaca”, è ambasciatore per i bambini disabili. E’ stato diretto da Pasquale Festa Campanile, Flavio Mogherini, Sergio Martino, Christian De Sica, Gian Luca Rossi, Pupi Avati e tanti altri. Nel camerino del film “Felicissime Condoglianze” ha concesso un’intervista per Realtà Sannita, raccontando la sua carriera artistica ai lettori dagli inizi ad oggi.            

Dalla laurea in giurisprudenza al diploma di solfeggio. Perché sei stato attratto dal mondo  del cinema?

Io sono sempre stato attratto dal mondo dello spettacolo, quindi fin da bambino recitavo, qualsiasi posto diventava un palcoscenico. Andavo a suonare l’organo in chiesa mi esibivo con le vecchiette. Ho cantato in coro con le canzoni di montagna, per esibirmi facevo le commedie in parrocchia. Fin da bambino io volevo fare questo lavoro. Ho preso la laurea in legge per far contenta mia madre. I miei mi avevano mandato anche a scuola di pianoforte. Ricordo che ero innamoratissimo della mia maestra di pianoforte e smisi al sesto anno perché lei si sposò e non volli nessun’altra maestra. Ricordo che io ero piccolino ed aveva una prerogativa, suonavamo su una panca a quattro con la maestra e lei aveva sempre il reggicalze che si vedeva ed io impazzivo quando andavo a scuola di pianoforte, perchè ero innamorato di questa maestra. 

Come e quando nasce la celebre coppia Gigi e Andrea?

In parrocchia, Gigi suonava la chitarra, io il pianoforte, l’organo, quindi mettemmo su un gruppo musicale che cantava e facevamo anche in mezzo delle barzellette, delle scenette e degli sketch. E pian piano dove anche Gigi cantava in questo coro di montagna veniva Francesco Guccini, che anche lui faceva le sue canzoni. Con lui mettemmo su un osteria che si chiamava “Delle Dame”, fu  il primo locale di cabaret di Bologna e da lì continuammo. 

Quale ruolo interpreta nel film?

Io sono un prete, lo vedo sempre con una grande gioia quando mi fanno fare il prete, che ho fatto due volte. La serie lunga è stata Don Tonino che nel 1987-1989, è stato il precursore di Don Matteo. Abbiamo fatto 14 puntate con Gigi su questa storia, che ci prende in Rimini Rimini, che  poi alla fine io ero innamorato di una suora. E poi quando mi chiamano alla fine, per fare il prete io sono contento perché sono figlio di un sacrestano. Il mio papà era sacrestano nella parrocchia di Santa Maria Maddalena di Bologna.

Dopo la lettura del copione perché ha scelto di girare in Vitulano “Felicissime Condoglianze”?

Adesso come adesso che ho la grande fortuna di poter scegliere quello che faccio. Faccio film drammatici con Avati, faccio film drammatici con la Michelini, faccio film seri e anche da ridere, perché abbiano una storia carina. Questa è una storiellina carina e molto divertente dove mi piacciono anche le mediocrità. Ultimamente ho fatto prima di questo un film con Jerry Calà, e non mi piaceva più questo genere che Jerry Calà faceva ultimamente. Mentre questa volta è arrivata una storia molto carina dei quattro Gatti di Vicolo Miracolo, che si ritrovano all’ospizio, uno sulla carrozzella ed io faccio in modo di rimetterli insieme  e di riformare il gruppo, quindi non è uno dei soliti film degli anni ’80-90, dove tutti sulle spiagge, che vanno dietro alle ragazzine. A trent’anni va bene, ma a sessanta può diventare patetico se non comico.  

NICOLA MASTROCINQUE

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