11/11/2016

Brillante interpretazione del simpatico Dodo Gagliarde

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Negli ultimi giorni d'agosto a Baselice, Foiano di Val Fortore e Pago Veiano è stato proiettato in anteprima il film Quaffèr prodotto da LampicFilm s.r.l., grazie alla generosità della comunità di Baselice che ha adottato il progetto. Tutto il paese si è messo a disposizione per le riprese e gli abitanti hanno interagito e recitato insieme agli attori professionisti.

Autore del soggetto, sceneggiatore e regista Antonio Farisi di Rapallo (GE), laureato in giurisprudenza all'Università di Genova e formatosi artisticamente nella scuderia di Pupi Avati e nei programmi pionieristici di TV 2000. Gli attori quasi tutti del Sud: Diego D'Elia di Salerno, Fabrizio Stefan di Gaeta, Dodo Gagliarde di Pago Veiano, Mariarosaria Anzuino di Benevento, Isabella Faggiano di Salice Salentino e Doriano Paolozza di Benevento.

Le musiche del compositore romano Alessandro Molinari. Un cast tecnico-artistico squisitamente meridionale. Durata: 90 minuti. Location: tra le province di Benevento e Avellino. Il titolo del film Quaffèr, deriva da un neologismo dialettale in voga tra i giovani universitari napoletani nei primi anni settanta che storpiavano la domanda “Quoi faire?” dei rivoluzionari sessantottini di Parigi. Per assonanza col termine Coiffeur, diventò un vezzo verbale da cui si prese l'abitudine per chiamare con questo termine il barbiere.

La storia: vita spensierata in un paesino del Sud Italia alla metà degli anni '70. Pochi soldi, parenti emigrati all'estero, ma l'allegria è nell'aria. Tutti si riconoscono e condividono i problemi degli altri. Protagonista: Michele, il barbiere della zona, punto di riferimento per ogni consiglio. Michele prende come sposa Rosa. La felicità è grande ma poco dopo viene turbata dal referendum sul divorzio che coinvolge anche i novelli sposi. La modernità, col benessere materiale diffuso, introduce nel diritto di famiglia, come un terremoto, il divorzio. Si tratta del referendum del 1974. In un Paese di formazione cattolica, l'indiscussa indissolubilità del matrimonio riceve una forte scossa.

La famiglia patriarcale del Sud resiste al vento della modernità ma poi cede inesorabilmente. Quaffèr racconta tutto questo attraverso una commedia antropologica, senza pesanti lezioni sociologiche, seguendo il rapporto di un uomo e di una donna che concludono il loro felice idillio con il divorzio. Una storia privata che diventa fatto pubblico, che coinvolge tutti i membri di una comunità che vive in un luogo fuori dal tempo e dalla storia, dove i giornali arrivano il giorno dopo e solo pochissimi posseggono la tivù.

Il divorzio di Michele e Rosa, il primo avvenuto in quell'angolo di mondo, costringe il paesino ad un risveglio violento dopo anni di favola serena, dentro un cerchio magico e sicuro. Anche il parroco, Don Noce, si trova in mezzo al terremoto morale della comunità.

Nel cinema come nella realtà i preti sono macchiette oppure santi. Il personaggio di Don Noce è invece un prete normale, si muove alla stessa velocità del paese e il divorzio diventa anche per lui un'accelerazione ingestibile ma che egli affronta con coraggio, spirito di accoglienza e dialogo sincero; dalla sua bocca escono parole lucidissime sul significato del matrimonio, mutuate dal discorso che Benedetto XVI tenne all'incontro delle famiglie nel 2012: la coppia deve crescere insieme, dialogare, ascoltare e comprendere.

Giuseppe Gagliarde, in arte Dodo, Don Noce in questo film, nativo di Pago Veiano, negli anni '70 fu mio compagno di studi presso il liceo classico del Seminario Regionale Pio XI di Benevento. Ha fatto un lungo e significativo cammino artistico nel cinema e nella Televisione. Iniziò giovanissimo a calcare i teatri di varietà con una imitazione di Totò rimasta proverbiale. Negli anni '80 alterna esibizioni cabarettistiche ad una serie di piccole parti in film con grandi registi come Steno e Dino Risi. Memorabile la sua partecipazione in “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo.

In teatro ha debuttato con Carlo Croccolo, ha recitato con Pietro De Vico, Carlo Giuffrè, Nino Frassica, Lino Banfi, Piera Degli Espositi e Rosalia Maggio. Negli ultimi dieci anni ha lavorato costantemente al teatro “Prati” di Roma, di cui è una colonna portante.

Ha interpretato una cinquantina di commedie dirette da Fabio Gravina. Cultore ed interprete del repertorio del Varietà e del Cafè Chantant. Il carissimo Dodo Gagliarde è dunque un attore di successo che non dimentica la sua terra e non si scorda i suoi amici.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

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