07/12/2016

Un'occasione da non perdere

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Quando si sente dire da personalità molto in alto che nell’ex Caserma Pepicelli (già Scuola Allievi Carabinieri), al viale Atlantici potrebbero trovare alloggio qualche facoltà dell’Università del Sannio e magari qualche ufficio comunale vengono i brividi.

E perché?

Possibile che non venga in mente a qualcuno che quella struttura - straordinariamente bella ed affascinante e con una storia di tutto rispetto - meriti qualcosa di più di un disordinato dislocamento di facoltà universitarie e poi anche di qualche ufficio comunale e magari di depositi di cose vecchie dismesse dal Comune o da chissà chi?

Possibile che non venga in mente a qualcuno che vale la pena di pensare per quella, ripeto, strordinaria struttura a qualcosa di più alto, di più importante?

Se non si hanno idee ci si può rivolgere a qualche esperto perché questa idea ce la dia.

In quella che fu l’ex Caserma Allievi Carabinieri, non dimentichiamolo, c’è una cappella-chiesa, un teatro e saloni bellissimi, notevoli spazi verdi, a suo tempo aperti al popolo beneventano e non, proprio dai carabinieri per simpatici ricevimenti e manifestazioni patriottiche in occasione dei vari giuramenti degli allievi carabinieri.

Insomma, la logica vorrebbe prima di tutto che questa struttura, una volta acquisita al patrimonio comunale, mantenesse la sua unitarietà per realizzare lì qualcosa di straordinario, capace di essere un’attrattiva per il turismo e quindi per promuovere sviluppo.

Basta con le idee minimaliste. Insediando qui un po’ di questo, un po’ di quello serve solo a precludersi altre possibilità. E’ ora di pensarealla grande! Basta con le mezze cose!

E se le istituzioni non hanno i fondi si rivolgano ai privati, non c’è nulla di male. Facendo accordi buoni ed onesti si possono conciliare l’interesse pubblico e quello privato.

E può trattarsi di un mega centro benessere o di un parco della musica (una città della musica?).

O ancora di uno spazio per un ente fiera, sempre programmato e mai realizzato (ricordiamo i plastici della Camera di Commercio…).

Oppure qualcosa che abbia a che vedere con l’ambiente, l’agroalimentare, una città del vino.

Insomma, tutto andrebbe bene, perché no anche un casinò (con l’accento…), se questo può servire a creare sviluppo per una città che sta morendo.

Sempre che siamo ancora in tempo… L’importante è che qualunque cosa si faccia si salvaguardi la memoria storica, riservando alcuni ambienti a un piccolo museo per ricordare che lì, all’inizio del secolo scorso, c’è stato il Seminario Regionale Arcivescovile da dove sono usciti grandi prelati, vescovi e cardinali e tantissimi nobili sacerdoti e che poi c’è stata la Scuola Allievi Carabinieri che ha lasciato, per tante ragioni, un segno indelebile di quella presenza.

In definitiva, secondo me questa è l’ultima occasione che abbiamo per creare in città, in pieno centro, qualcosa che possa distinguerci con un’opera diversa e unica e quindi capace di intercettare flussi turistici.

GIOVANNI FUCCIO

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