16/02/2017

Il verde di Nicola De Maria tra le meraviglie dei colori

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Nella città della Mole Antonelliana tra i suggestivi spazi espositivi del Castello di Rivoli e della GAM (Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea) di Torino, sarà inaugurata il 13 marzo una mostra dal titolo: “L’emozione dei colori nell’arte”, curata da Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Beccaria, Elena Volpato, Elif Kamisli.

Le opere esposte oltre 400, realizzate da più di 125 artisti esaltano i colori, che raccontano visivamente le storie degli uomini, le vite del nostro tempo e l’evoluzione della scienza.  

Il visitatore  ammira sulle tele il grigio di Hito Steyerl, il viola di Hilma af Klint, l’arcobaleno di Edvard Munch, il bianco di Wolfagang Laib, l’arancione di Andy  Warhol, l’azzurro di Wassily Kandinsky, il rosso di Lucio Fontana, il blu di Yves Klein, il verde di Nicola De Maria, il giallo di Édouard Manet e gli altri pigmenti di pittori noti con i loro cromatismi e le sfumature di altre tinte scelte nella mostra.

Nicola De Maria, affermato artista e pittore italiano, conosciuto nel mondo, mostra nella grande tela, intitolata “Amore”, un’opera particolarmente suggestiva.

L’artista nasce a Foglianise, il 6 dicembre 1954, vive e lavora a Torino. E’ considerato uno dei cinque artisti della Transavanguardia Italiana, teorizzata da Achille Bonito Oliva, nel 1978. De Maria si differenzia rispetto agli altri componenti del gruppo della Transavanguardia, costituito da Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Mimmo Palladino, per un diverso approccio pittorico, ispirato dall’astrattismo e dal superamento dei limiti della tela, per relazionarsi con lo spazio circostante.

Egli ha esposto  alla Biennale di Venezia nel 1980, nel 1988, nel 1990 e in molte città sparse in tutto il mondo.

L’artista di origine foglianesara ha partecipato alle retrospettive sulla Transavanguardia Italiana al Castello di Rivoli nel 2003 e al Palazzo Reale di Milano nel 2012.

Al grande pubblico viene mostrata la tela “Amore”, (1980-1981), che travalica il campo visivo, misura oltre 6 metri.

Il maestro De Maria utilizza il verde, per contestualizzare attraverso al sua fervida creatività i principi della nostra esistenza, per esaltare il sentimento dell’amore, la bellezza del creato e l’universo contiguo, che gli uomini non riescono a percepire, perché distratti dalla tecnologia imperante e dalla indifferenza per il senso estetico.

NICOLA MASTROCINQUE

nmastro5@gmail.com

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