09/03/2017

Traballa la poltrona di Lonardo

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La città di Benevento brilla per la raccolta differenziata, ma risulta anche tra quelle con la più alta tassa sui rifiuti. Il comportamento civile di tanti cittadini è offuscato dalla presenza di tante discariche abusive. Poi c’è chi paga e chi no. Dai dati comunali, infatti, emerge una rilevante evasione che non è fronteggiata da strategie di recupero serrate ed incalzanti. La navicella dell’Asia naviga in acque agitate per la scoperta di un’enorme sofferenza finanziaria. La poltrona del presidente Lucio Lonardo comincia a traballare sotto i colpi dell’opposizione e di pezzi della stessa maggioranza ammnistrativa.

Il Movimento Cinque Stelle parte all’attacco con un corposo dossier, puntando il dito su “errate scelte tecniche e cattivi investimenti”, sull’abnorme ricorso al lavoro interinale e alle consulenze esterne, minaccia di presentare un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone. I lavoratori ex Russo-Despar protestano, reclamano i lori diritti. La vertenza riguarda più di cinquanta famiglie da nove mesi senza stipendio. Per fare un po’ di chiarezza abbiamo incontrato il numero uno dell’azienda.

“La nostra pianta organica prevedeva 158 operai, ma attualmente all’Asia, tra decessi e pensionamenti, gli effettivi sono 90. Su questi 18 hanno la 104, altri hanno malattie e non possono sollevare un peso di cinque chili. Alla fine ne restano 52,cioè un terzo”. Questo è il quadro del personale dell’azienda municipalizzata che si occupa dei rifiuti per la città di Benevento, tracciato dal  suo presidente, Lucio Lonardo, che in queste ultime settimane è stato al centro di una scoppiettante polemica con l’amministrazione comunale.

Dagli uomini ai mezzi. Dopo l’alluvione molti compattatori sono ancora inutilizzabili. Cosi come una parte della sede tecnica di Contrada Ponticelli. Sul bilancio dell’Asia è calata, intanto, la scure dei tagli, ai quali si è aggiunto quello di oltre un milione di euro, reclamato dal comune dopo la dichiarazione del dissesto. Con minori entrate non si possono comprare macchinari nuovi, né riparare quelli vecchi. La carenza di personale e di mezzi pesa enormemente sull’andamento della raccolta differenziata.

“Il costo è alto - chiarisce Lonardo - perché da noi non esiste il ciclo integrato dei rifiuti, perché sono stati fatti cinque impianti di compostaggio a Salerno e neanche uno a Benevento. Siamo una realtà virtuosa, tra le prime dieci in Italia, con una raccolta differenziata al 66 per cento, ma non riceviamo alcun incentivo regionale”. L’aumento della Tari è derivato dal passaggio dalla raccolta stradale a quella porta a porta. Ma con le nuvole che si profilano all’orizzonte dopo il dissesto il servizio subirà interruzioni e rallentamenti.

Se le entrate diminuiranno, l’Asia rischia il collasso. L’azienda avanza dal comune 5 milioni di euro. Le conseguenze sono inimmaginabili, ma sicuramente dolorose soprattutto per il personale, per l’ambiente e la vivibilità della città. Le potenziali entrate, provenienti dai tributi, ammontano a circa 16 milioni di euro, ma all’Asia andrebbero solo 11 milioni. “Se non ci daranno quello che ci spetta - annuncia Lonardo - sarò costretto a portare i libri in tribunale. Sarebbe il primo caso in Italia con un’azienda in attivo da cinque anni. Speriamo di trovare la quadratura del cerchio. Ma non possiamo lasciare sporca la città la domenica”.

Per risparmiare si stanno studiando nuovi sistemi di raccolta, passando, ad esempio, al multi-materiale pesante, accorpando carta, plastica e vetro, rivedendo le isole ecologiche. Quando sarà realizzato il Digestore Anaerobico, l’impianto di vagliatura di cui si parla da tempo? “Sarebbe anche opportuno - suggerisce il presidente dell’Asia - aumentare la multa da 50 a 200 euro per i trasgressori e i cosiddetti “inzivados” che depositano i rifiuti fuori dai contenitori e dalle campane. Per raccogliere i materiali nelle discariche abusive spendiamo un milione di euro all’anno”.

Dopo gli anni d’oro, la gestione Lonardo comincia ad accusare stanchezze ed affanni. La nuova amministrazione comunale, guidata dal sindaco Clemente  Mastella, ha riscontrato  forti divergenze programmatiche con la direzione intrapresa dall’Asia. Alcuni consiglieri della maggioranza, come Luigi De Nigris e Giovanni Quarantiello, hanno chiesto chiarimenti sul comportamento del presidente. “Se non condivide le scelte del comune - osservano a Palazzo Mosti - perché Lonardo non si dimette?”.

Una delle vicende più scottanti è sicuramente quella connessa all’impianto Ex Laser di Contrada Olivola, un investimento costato circa 650 mila euro, rimasto incompiuto ed inutilizzato, come la classica “cattedrale nel deserto”. “Basterebbe questo grande paradosso -sottolineano i consiglieri pentastellati Nicola Sguera e Marianna Farese - per spiegare quanto sia inadeguata l’azione del management tecnico aziendale dell’Asia. Questo investimento fallito ha contribuito a portare l’azienda sull’orlo del fallimento”.

Quale futuro per l’impianto abbandonato? Forse c’è ancora qualche possibilità per sfruttarlo economicamente. Con questi chiari di luna, derivanti dalla mancanza dei fondi, sarà difficile utilizzarlo in proprio. “Potremmo venderlo o affittarlo - rilancia Lonardo - ma per ora i bandi sono andati deserti. Ci sono, però, alcune manifestazioni di interesse abbastanza importanti. Affittandolo con un piano congruo potremmo recuperare le spese e prendere qualche royalty sul conferimento provinciale. Stiamo navigando a braccia. Per fare un altro bando devo essere autorizzato dal comune”.

ANTONIO ESPOSITO

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