05/04/2017

Il Consiglio comunale ha approvato il regolamento Iuc

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Un sindaco e la sua amministrazione, si dice da qualche parte, dovrebbero interpretare l’animo dei propri cittadini. Nell’ultimo Consiglio comunale, l’amministrazione padulese ha finalmente messo mano, approvandolo, il regolamento Iuc (Imposta unica comunale), atteso e sollecitato da più parti. Le opposizioni, quella facente capo alla lista “Feleppa per Paduli” e l’altra denominata “Paduli Nuova”, mal hanno digerito quanto varato da chi regge le sorti del paese.

Secondo Paduli Nuova, con l’approvazione del nuovo regolamento Iuc “si è persa l’ennesima occasione per dare una sterzata all’economia del paese e, al netto dell’inserimento di una riduzione del 20 per cento della quota variabile della tariffa del tributo previsto per chi in modo continuativo si avvale della pratica del compostaggio domestico, non si prevedono ancora oggi sgravi fiscali per giovani coppie, figli o aziende di nuova costituzione”.

Per Alessandro De Lucia, capogruppo dello schieramento Feleppa per Paduli, “se da un lato il regolamento Iuc va a disciplinare l’applicazione dei tributi prevedendo una serie di riduzioni che la legge consente di considerare e che potevano essere applicate in percentuali maggiori, dall’altro non tiene conto della situazione economica e di crisi che vede attività commerciali, artigianali, professionali e imprenditoriali in genere vivere in forte affanno e difficoltà e che ha portato già diverse attività a chiudere i battenti”.

Aggiungendo inoltre che “non è prevista nessuna agevolazione per le coppie giovani che decidono di mettere su famiglia; nell’ultimo regolamento Tarsu, invece, tali coppie erano esentate dalla tassa sui rifiuti per i primi due anni dalla costituzione del nucleo familiare”.

“In un momento di forte recessione demografica per il Paese - conclude De Lucia -  in cui per i giovani è difficile mettere su famiglia, non si fa nulla per invertire la rotta e, anziché aiutare le imprese, le attività commerciali ed incentivare i giovani ad intraprendere nuove attività, si vanno ad aumentare la Tari per le utenze non domestiche con percentuali cha vanno dal 5 per cento al 45 per cento fino al 494 per cento in alcuni casi e mantenendo la Tasi al 2 per mille. Se è vero che la Tari è stata ridotta per le utenze domestiche del 5-9 per cento (però l’anno scorso aveva subìto un aumento di pari percentuale circa) è altrettanto vero che si è continuato a porre un freno ed un ostacolo al Pil locale ignorando la situazione di grave difficoltà e non considerando che l’aumento delle tariffe non comporterà maggiore introiti ma spingerà sempre più attività a pagare in ritardo o a non pagare proprio; nei casi più estremi vedremo altre attività chiudere le porte e abbassare le saracinesche. Anche per quanto riguarda la Tassa sui servizi indivisibili (Tasi) è stata confermata l’aliquota del 2 per mille ma a fronte di un gettito tributario importante non vengono assicurati né ai cittadini né alle attività ed alle imprese i servizi minimi; le strade, le infrastrutture, l’illuminazione pubblica versano in condizioni pietose, in alcuni casi al limite della fatiscenza. Pertanto invitiamo l’amministrazione comunale a rendersi conto di tutto ciò, a prenderne atto e ad effettuare le dovute correzioni e integrazioni prima dell’approvazione del Bilancio di Previsione 2017”.

Il gruppo politico Paduli Nuova si chiede come mai “nonostante gli abitanti di Paduli continuino a diminuire, cosi come le aziende di Paduli, e con loro per conseguenza diminuisca la produzione dei rifiuti, il costo per la raccolta e lo smaltimento degli stessi non subisca variazioni. Intanto nessun controllo è attuato sui costi variabili del servizio, quali il conferimento o consumo di materie prime. Ed a farne le spese sono come sempre gli onesti contribuenti ed in particolar modo le aziende. Non si percepisce la difficoltà per le aziende di questi tempi, e si aumenta la spesa a loro carico. Inoltre il gettito della Tasi anche quest’anno risulta sproporzionato rispetto alle reali necessità dell’ente”.

E conclude: “In sintesi non cambia la ricetta rispetto agli anni precedenti, e quindi ci si chiede perché dovrebbe cambiare il risultato.  Ci si domanda se ci sia un problema di idee, di iniziative o addirittura di interesse per il territorio da parte della maggioranza”.

GIANCARLO SCARAMUZZO

giancarloscaramuzzo@libero.it

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