17/05/2017

Il turismo non decolla... e come potrebbe se i collegamenti sono questi!

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“Signor sindaco, ma chi gliel’ha fatto fare?”. È la domanda che nasce spontanea quando, nel corso dell’intervista a Clemente Mastella nella redazione di Realtà Sannita, ci rendiamo conto che il tempo a nostra disposizione non è sufficiente per eviscerare tutti i problemi che la sua giunta, che si appresta a tagliare il traguardo del primo anno di attività, si trova ad affrontare, primo fra tutti il dissesto del Comune, inevitabile a fronte di un buco lasciato dalla precedente gestione che ammonta a ben 110 milioni di euro.

In effetti, con alle spalle una carriera politica di tutto rispetto, dopo aver rivestito più di una volta l’incarico di ministro e con ancora vivo il ricordo di una serie di vicende giudiziarie ben note al pubblico, la sua candidatura al ruolo di sindaco di Benevento ha lasciato a bocca aperta molti. Ancor più a seguito della sua recente dichiarazione di volersi ricandidare, tra quattro anni, per un secondo mandato, smentendo quanto dichiarato un anno fa in campagna elettorale.

“Lo faccio per stroncare sul nascere le ambizioni dei giovinastri alla Macron”, è la risposta ironica del sindaco Mastella. Ma dietro il sorriso sardonico e la boutade è facile leggere nello sguardo vigile di un capitano di lungo corso della politica che la navigazione è irta di ostacoli.

Uno dei tanti, non il più grave e forse nemmeno il più immediato, è rappresentato dalla questione del turismo: in un paese come il nostro, in cui il turismo rappresenta forse la più redditizia delle industrie, la città di Benevento non riesce ad attirare i turisti che i suoi innumerevoli tesori artistici, storici e culturali meriterebbero.

La colpa è da ascrivere a svariati fattori: in primo luogo, la città è mal collegata. La superstrada per Telese e Caianello, percorso obbligato per chi va o viene da Roma, a detta del sindaco è messa peggio della Parigi-Roubaix. I collegamenti con il capoluogo di regione, Napoli, sono insufficienti: nei giorni festivi, quando l’afflusso di turisti potenzialmente è maggiore, non vi sono treni ma soltanto pullman. Non migliori sono le strade che collegano la città alle regioni limitrofe.

Il capoluogo sannita inoltre non è incluso negli itinerari turistici: i tour standard della Campania includono Pompei, Caserta, Paestum. Persino Pietrelcina è più frequentata di Benevento. In città poi non sono valorizzati a sufficienza i monumenti e le attrazioni di maggior rilievo. Manca una segnaletica adeguata che guidi il turista verso le bellezze storico-archeologiche; chi visita Benevento spesso ignora finanche l’esistenza del dinosauro Ciro.

In aggiunta a tutto ciò, non manca l’atteggiamento ingeneroso della regione Campania, che tratta la nostra provincia come l’ultima ruota del carro: quando si tratta di finanziare le manifestazioni culturali, Napoli, Salerno e gli altri capoluoghi campani godono sempre di un trattamento di favore e a noi rimangono le briciole.

Ciò nonostante, nei prossimi mesi la città potrà godere di diverse occasioni per salire alla ribalta: a luglio sarà la volta dell’opera lirica, poi della semifinale del Premio Strega, successivamente si svolgerà la XXXVIII edizione di Città Spettacolo.

Altro motivo di lustro sarà dato dalla cerimonia per il conferimento della laurea honoris causa all’imprenditore Diego Della Valle, il prossimo 26 maggio presso l’Università degli Studi del Sannio. Al manager della Tod’s sarà conferita la laurea in Economia e Management, e speriamo che questo sancisca la nascita di una fruttuosa partnership tra la nostra città e l’industriale.

Insomma, una città che cerca faticosamente di conquistare il ruolo di primo piano che meriterebbe, pur tra mille contraddizioni. L’ultima appena pochi giorni fa, quando il Centro per il libro e la lettura ha attribuito a Benevento la qualifica di “Città che legge”: curioso, considerando il fatto che negli ultimi anni diverse librerie hanno chiuso. Speriamo sia il primo segno di una risalita imminente per la nostra bella ma troppo spesso trascurata cittadina.

CARLO DELASSO

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