08/06/2017

Memoria e conoscenza in una straordinaria pubblicazione di Coppola e Muollo

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Un’opera monumentale di 360 pagine, pubblicata nel gennaio 2017 per i tipi di artstudiopaparo, cofinanziata da Regione Campania e Provincia di Avellino, dal titolo avvincente e suggestivo “Castelli Medievali in Irpinia. Memoria e Conoscenza” a cura di due sperimentali studiosi: Giovanni Coppola e Giuseppe Muollo.

Dopo i saluti istituzionali, nel sommario appaiono la presentazione di Flavio Petroccione, direttore del museo irpino e i qualificatissimi saggi dei curatori Coppola e Muollo, di Elda Maresca Martino, Gerardo Sangermano, Errico Cuozzo, Marcello Rotili, Alfonso Leone, Francesco Barra, Ortensio Zecchino, Pasquale Rossi, Francesco Zecchino, Carmine Megna, 79 schede ed una ricca bibliografia curata da Valeria Caruso.

Le schede, puntuali ed essenziali, riguardano le fortificazioni di Altavilla Irpina, Andretta, Ariano Irpino, Atripalda, Avella, Avellino, Bagnoli Irpino, Bisaccia, Bonito, Cairano, Calabritto, Calitri, Candida, Caposele, Capriglia, Casalbore, Cassano Irpino, Castel Baronia, Castelvetere sul Calore, Cervinara, Chianche, Chiusano di San Domenico, Forino, Frigento, Gesualdo, Grottaminarda, Grottolella, Guardia dei Lombardi, Lacedonia, Lapio, Lauro, Lioni, Manocalzati, Marzano di Nola, Melito Irpino, Mercogliano, Montecalvo Irpino, Montefalcione, Monteforte Irpino, Montefredane, Montefusco, Montella, Montemarano, Montemiletto, Monteverde, Montoro inferiore, Morra de Sanctis, Mugnano del Cardinale, Nusco, Parolise, Paternopoli, Petruro Irpino, Pietradefusi, Pietrastornina, Prato  di Principato Ultra, Pratola Serra, Quindici, Roccabascerana, Rocca San Felice, San Mango sul Calore, San Martino Valle Caudina, Sant’Andrea di Conza, Sant’Angelo a Scala, Sant’Angelo dei Lombardi (castello), Sant’Angelo dei Lombardi (torre Febronia),  Savignano Irpino, Senerchia, Serino, Solofra, Sorbo Serpico, Summonte, Taurasi, Torella dei Lombardi (castello), Torella dei Lombardi (torre), Trevico, Tufo, Volturara Irpina, Zungoli.

Un viaggio incantevole tra storia, arte, cultura, fede, paesaggio, politica e tradizione, con un impianto fotografico di straordinario valore e impatto. Il curriculum dei curatori spiega anche il valore indiscutibile di un’opera unica e irripetibile.

Giovanni Coppola di Fontanarosa si è laureato in architettura a Firenze in storia dell’arte e archeologia presso la Sorbona di Parigi, è ordinario di storia dell’architettura presso l’Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”, esperto di restauro, ha insegnato in Francia, Spagna, Tunisia, Algeria, Marocco, autore di saggi su riviste italiane ed estere, ha collaborato con l’enciclopedia italiana Treccani in tutte le sezioni medievali, è autore di importanti monografie.

Giuseppe Muollo di Chiusano San Domenico è storico dell’arte, ha svolto le sue intense attività presso la Soprintendenza di Salerno e Avellino occupandosi di tutela, restauro, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale irpino, ha progettato e diretto oltre cento cantieri di restauro come gli affreschi dello “Specus Martyrum” di Atripalda, della basilica longobarda di  Prato di Principato Ultra, il restauro della Madonna dell’abbondanza di Montecalvo Irpino e del dipinto della maestà di Montevergine di Montano d’Arezzo, è autore di numerose pubblicazioni. In quest’opera emerge un patrimonio unico e straordinario che favorisce il recupero della memoria storica e dell’identità culturale dell’Irpinia.

Il volume è interamente dedicato alle emergenze monumentali castellane che meritano di essere rilanciate per un turismo raffinato che ora ritorna alla ribalta. Si tratta di un’ illuminante storia del territorio in secoli caratterizzati da continui scontri e scambi con il vicino oriente e il nord-africa fino alla Spagna, saldamente legata all’influsso arabo.

Il terremoto del 23 novembre del 1980 oltre a produrre in Irpinia ingenti danni materiali e morali ha generato nella coscienza collettiva una forte sensibilità verso il recupero dei nostri centri storici, non sempre condotto con diligenza conservativa.

Il volume propone una vera catalogazione dell’architettura militare presente sul territorio irpino con castelli, torri, cinte murarie e recinti fortificati. In quest’opera emerge l’estremo rigore scientifico, armonicamente fuso con informazioni di carattere divulgativo.

L’Irpinia appare così “terra di castelli” che ha risentito enormemente dei destini di tanti conquistatori. Vengono censiti ben 78 castelli. Una cifra altissima se si pensa che la provincia di Avellino comprende 118 comuni. Dunque il 70% dell’intero territorio. L’architettura fortificata diventa testimonianza tangibile di storia civile e politica non solo dell’Irpinia ma dell’intero mezzogiorno d’Italia. L’architettura militare cammina di pari passo con l’evolversi delle conoscenze sui sistemi di difesa e di attacco con lo sviluppo di armi difensive e offensive.

Alcuni castelli svolgono anche una funzione abitativa, come residenza di un signore, di una guarnigione o di un piccolo presidio di guardia come magazzini di derrate alimentari o cisterne per approvvigionamento idrico, come stalle, officine artigiane (falegnami, fabbri e ceramisti), cucine e piccoli orti per il fabbisogno quotidiano.

All’indomani della caduta dell’Impero d’Occidente si sono succedute, nel corso di quasi mille anni, le conquiste, bizantina, longobarda, normanna, sveva, angioina, aragonese che, tra guerre, terremoti, congiure e scontri, che hanno indelebilmente segnato la storia delle terre di Irpinia.

Un territorio strategicamente importante, situato al centro dell’appennino meridionale, a cavallo tra mar Tirreno e mar Adriatico. Terra di transito, di cammino, di viaggio, vie di umanità e di storia, terra appetibile per il controllo di traffici e flussi commerciali. Terra contesa tra stato e chiesa che, soprattutto in età medievale, definirono le regole e i princìpi della vita politica, religiosa e della convivenza sociale. Castelli, torri, chiese, monasteri, abbazie e opere architettoniche testimoniano la vitalità creativa delle genti irpine.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

Nella foto il castello di Cervinara

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