06/07/2017

La Destra che vuole ripartire

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Si è appena conclusa a Montesarchio la manifestazione “Campo Hobbit 40”, celebrativa del quarantesimo anniversario del primo Campo Hobbit, svolto nel 1977 nello stesso luogo, che rappresentò il momento fondativo della ‘nuova’ Destra giovanile che in quegli anni tentava un’emancipazione dal retaggio culturale e politico del Movimento Sociale Italiano.

Attraverso giorni di confronti e dibattiti, quella fu una piccola-grande rivoluzione culturale, una mutazione antropologica hanno detto alcuni, alla quale il variegato mondo della Destra assistette e che portò all’allargamento del proprio pantheon intellettuale e spirituale a diversi ideologi e letterati europei, che accomunavano il patrimonio identitario del giovane di Destra in un idem sentire che estese il concetto di Patria da un’idea di Nazione - appartenente all’ideologia fascista del primo Novecento italiano, per altro mai rinnegata bensì oltrepassata -  ad una visione ideale che conduceva all’Europa dei popoli, alla Tradizione europea al comunitarismo.

Mediante la partecipazione dei giovani militanti provenienti da tutta Italia, si elaborò  altresì un diverso approccio alla politica contemporanea, attraverso l’ideazione di nuovi metodi di comunicazione: la comparsa di nuove simbologie (ad esempio la croce celtica in luogo del Fascio littorio), l’invenzione di nuove grafiche, la nascita di nuove pubblicazioni e di nuove radio che trasmettevano in diverse città italiane; ma, più di tutto, in quegli anni venne creata la ‘musica alternativa’, la quale nel primo Campo Hobbit ebbe un ruolo fondamentale per veicolare questi pensieri rinnovatori e messaggi politici attualizzati e che ha avuto un esponenziale sviluppo negli anni successivi.

Tale impulso rivoluzionario, presente nei militanti dei movimenti della Destra italiana, è tutt’oggi da sprono per quanti gravitano attorno a questo mondo, formato non solo da partiti - più o meno nuovi - e formazioni politiche, ma anche da numerose associazioni che sul territorio nazionale svolgono attività culturali, sportive, di aggregazione sociale e di volontariato.

È grazie all’impegno dell’Associazione culturale Generoso Simeone, con sede a Benevento, che si è svolta a Montesarchio dal 23 al 25 giugno questa manifestazione celebrativa dei quarant’anni dal primo Campo Hobbit, curata in  prima persona da Marina Simeone, figlia di Generoso Simeone, che organizzò quel campo nel 1977 insieme all’ala rautiana dell’MSI e del Fronte della Gioventù. Numerose le adesioni, apportate di persona o attraverso contributi scritti, dei tanti protagonisti che animarono i dibattiti del primo Campo Hobbit, tra i quali annoveriamo Gianni Alemanno, Adolfo Morganti, Francesco Mancinelli, Silvano Moffa, Flavia Perina, Pasquale Viespoli, Jack Marchal, Mario Michele Merlino, Ugo Maria Tassinari, Isabella Rauti, Adriano Tilgher,  Walter Jeder, Claudio Volante, Junio Guariento e tanti altri, che si sono avvicendati al tavolo dei dibattiti e sul palcoscenico per ripercorrere i temi cari alle generazioni di allora e di oggi.

Anche in questo Campo Hobbit la musica alternativa è stata protagonista nelle serate di venerdì e sabato, curate dall’Associazione culturale Lorien, che hanno riscosso l’interesse e suscitato emozioni nel pubblico di giovani, giovanissimi ed ex giovani, accorso da tutta Italia e che si sono concluse in un abbraccio collettivo sulle note de “Il domani appartiene a noi”, inno del Fronte delle Gioventù e dei movimenti che ne hanno raccolto il testimone fino ai nostri giorni.

PECC

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