20/07/2017

Ecco la lunga storia del depuratore

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La storia parte dal 31 ottobre 1977, anno in cui  il progetto del “sistema di collettamento delle fognature e del depuratore di Benevento” venne approvato dalla vecchia e cara Cassa per il Mezzogiorno. C’era la progettazione definitiva (allora non si andava troppo per il sottile), e nel 1978 ebbero anche inizio i primi lavori. Una parte del completamento della rete fognaria venne affidata all’impresa Ferrocemento, con lavori consegnati il 21/2/1979 ed ultimati il 29/7/1983. Poi, il Comune, in regime di convenzione, eseguì ulteriori lavori riguardanti piccoli tratti di fognatura, perdendo l’unitarietà del progetto complessivo ed aprendo contenziosi (pagati amaramente!) con le ditte esecutrici. 

Successivamente, a seguito della scomparsa dell’Agensud (che frattanto era subentrata alla Cassa per il Mezzogiorno) il 19 novembre del 1990 vennero trasferite al Comune le competenze, le attività e le prestazioni necessarie al completamento delle opere, riconoscendo un importo complessivo del finanziamento di oltre 21 miliardi di lire (10.923.947,91 euro), al netto dell’importo già precedentemente erogato (3.000.651,19 euro).

Il sito all’epoca previsto per il depuratore era Cellarulo, alla riva destra del Sabato ed alla confluenza con il Calore, ma la Giunta, con delibera del 25 agosto 1992 provvedeva a delocalizzare l’impianto sulla riva sinistra del Calore, dopo la confluenza con il torrente Serretelle.

Nel 1995 veniva elaborata una nuova soluzione progettuale, in relazione all’adeguamento imposto dalla legge 109/94 (nuove normative sulle opere pubbliche).

Poi, con atto di Giunta 942 del 26 giugno 1997 veniva deliberato di procedere all’appalto delle opere trasferite con il sistema dell’appalto-concorso, come richiesto dal Ministero competente. Veniva chiesto il parere al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che giungeva in data 2 aprile 1998, per cui con delibera di Giunta 1096 dell’8 ottobre 1998 si dava  il via all’appalto per la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione per un anno del solo impianto di depurazione in località Pantano - Marziotto - Serretelle.

Il 2 febbraio 1999 (delibera di Giunta n. 38) approvazione dell’elenco delle ditte da invitare (otto), quindi il 21 gennaio 2000, un anno dopo, (delibera di Giunta 8) e l’8 giugno 2000 (delibera di Giunta 186) la nomina della Commissione Giudicatrice (ing. De Martino tecnico del Comune e prof. Pianese docente dell’Università di Napoli). Finalmente, il 29 ottobre  2001 l’aggiudicazione alla Impec Costruzioni, che aveva presentato l’offerta più vantaggiosa.

Tutto fatto? Neanche per sogno, perché fu necessario provvedere alla ricognizione delle spese sostenute, in modo da rendicontare al Provveditorato alle OO.PP. ed  addivenire ad una modifica della convenzione.

Tutto ciò, come è facile immaginare, comportò il trascorrere di un lungo lasso di tempo.

Così, con delibera di Giunta n. 91 del 2/6/2002 veniva approvato il progetto preliminare dei lavori di completamento della rete fognaria Rione Ferrovia - Rione Libertà (per 2.582.284,49 euro), e successivamente il 23 ottobre 2003 (delibera di Giunta 234) veniva dato il via libera al progetto generale relativo al completamento dell’intera rete fognaria della città.

Carteggio, questo, inviato al Provveditorato alle OO.PP. che, dopo esame e valutazione, il 27 gennaio 2004 disponeva la modifica dell’atto di convenzione, tra cui una diversa articolazione delle modalità di erogazione delle rate di finanziamento, la modifica del quadro economico di spesa e, soprattutto, la proroga dei tempi di vigenza dei rapporti di convenzione, fissati al 31 dicembre 2005.

Sottoscritta la nuova convenzione ed assicurato il finanziamento, finalmente il 15 luglio 2004 l’aggiudicazione definitiva sotto riserva, in attesa di quella definitiva dopo l’approvazione del progetto esecutivo, da redigere in variante allo strumento urbanistico.

Nelle more della procedura di gara interveniva l’Autorità di Bacino del Garigliano, che individuava come non utilizzabile una parte della zona prevista per l’ubicazione del depuratore. Quindi, l’amministrazione comunale si vedeva costretta a richiamare nel  provvedimento di aggiudicazione quanto imposto dall’Autorità di Bacino.

Nel frattempo (quando poi si parla si sfortuna!) interveniva anche una delibera di Giunta provinciale (la n. 86 del 16 dicembre 2004), che dettava nuove norme, nell’ambito del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, per la modifica degli strumenti urbanistici.

Per questo tutto da rifare per l’approvazione del progetto esecutivo (e quindi l’inizio dei lavori), ed infatti veniva indetta una Conferenza di Servizi che si concludeva il 18 aprile 2005, con il via libera dell’Autorità di Bacino, ma l’opposizione della Provincia, dell’Arpac (all’epoca guidata da Fausto Pepe), dell’Asl, delle associazioni ambientaliste. Ed alla fine il Comune si vedeva costretto a dirsi disponibile a rivedere il progetto.

Così, il carteggio della Conferenza dei Servizi veniva inviato in Regione (16 giugno 2005) per l’approvazione definitiva.

Successivamente la questione venne anche sottoposta all’esame del Ministero dell’Ambiente, e ciò portò il Comune ad una ridefinizione progettuale (27 gennaio 2006 delibera di Giunta n. 16) con la riapprovazione del progetto per 3.920.000,00 euro. Tale domma comprendeva due stralci di progetto e la costruzione della rete fognante Rione Libertà - Rione Ferrovia.

Poi, nel giugno 2006, l’arrivo a Palazzo Mosti della maggioranza guidata da Fausto Pepe. Soltanto qualche giorno dopo l’insediamento la decisione del nuovo primo cittadino di delocalizzare il depuratore (lo aveva già fatto capire quando guidava l’Arpac). Così, a fine 2006  l’incarico al prof. Domenico Pianese (per un compenso di ben 200mila euro!), che già conosceva il suolo di Serretelle, di individuare una zona diversa per il depuratore, verificandone l’idoneità. Ed il prof. Pianese al termine del lavoro proponeva due siti: uno nei pressi della rotonda di Padre Pio, l’altra a Pantano. Così la Giunta con delibera n. 99 del 23 maggio 2007 approvava l’individuazione del sito a Pantano e, successivamente, (20 novembre 2007 delibera 261) approvava il nuovo progetto dell’Impec per un importo di 10.048.918,28 euro. E per l’occasione  anche una delle tante conferenze stampa di Pepe con l’annuncio: “E’ giunto a termine l’iter per la individuazione dell’area dove ubicare il depuratore. E’ l’ennesimo traguardo che la comunità da anni attendeva, che finalmente si realizza”. Quasi a voler dire… habemus depuratore!

Immediate, però, ed anche forti, le proteste degli abitanti della zona Pantano, che si riunivano in Comitato con un forte “no” per la scelta, e così veniva deciso di costituire un nuovo, ennesimo, tavolo tecnico con la presenza di amministratori, tecnici, Autorità di Bacino, Lipu, ambientalisti, consulenti del Comitato (rappresentati  dall’ing Fabio Catalano e dal geologo Francesco Ucci).

Alla fine veniva stabilito di spostare il depuratore alla località Monte Sant’Angelo (sempre a Pantano), come da delibera di Giunta n. 150 del 4 settembre 2008, ed una nuova  approvazione del progetto esecutivo (il terzo!!!) dell’Impec per il costo complessivo di 10.048.918,20 euro.

A questo punto tutto sembrava essere stato risolto per il meglio, ma, improvvisamente, su richiesta dell’Ente l’avv. Perifano poneva qualche dubbio sull’appalto all’impresa Impec per il lungo tempo trascorso ed i continui cambiamenti di sito.

Così l’11 maggio 2010 (determina 288) veniva deciso di non aggiudicare più  l’appalto definitivo all’Impec, con l’indizione di una nuova procedura d’appalto.

Immediato il ricorso al Tar dell’impresa, che condannava il Comune all’affidamento dei lavori all’Impec, con relativi danni e pagamento delle spese legali, decisione confermata anche dal Consiglio di Stato.

A tutt’oggi, però, mai i lavori hanno avuto inizio.

Il resto può essere considerata quasi storia d’oggi: niente più “vecchi” finanziamenti, ma uno nuovo della Regione di quasi 10 milioni di euro provenienti dai fondi CIPE. Anche in questo caso, però, il diavolo ci ha messo lo zampino, sempre per la questione della scelta dei sito. Così, il Provveditorato alle Opere Pubbliche, con nota del 10 aprile 2013, chiedeva alla Regione Campania di revocare il finanziamento per il troppo tempo trascorso. Quasi 10 milioni di euro persi e fondi caduti in perenzione?

Così sembrava, ma grazie all’intervento di Mastella, intanto diventato sindaco, il 24 ottobre 2016 (decreto 694) la Regione metteva nuovamente a disposizione i fondi. Intanto, però, si ricominciava con le polemiche sul sito. Monte Sant’Angelo? Sant’Angelo a Piesco? Chissà come andrà a finire!

Ora, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di Mastella, la maggioranza fa quadrato ed ha promesso che entro ottobre il nuovo progetto preliminare giungerà in Consiglio comunale nonostante le proteste.

Ma sarà così? Pochi ci credono ed i dubbi sono sempre tanti!

Gi. Pe.

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