06/11/2017

Tutte le criticità secondo Cosimo Boffa

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In un convegno svoltosi recentemente nella Sala Consiliare di Castelpoto è stato affrontato un tema inerente lo sviluppo delle aree interne dal titolo: “Le infrastrutture e lo sviluppo. Le opportunità derivanti dal completamento della Fondovalle Vitulanese”. Il completamento dell’arteria per la Valle Vitulanese apre il dibattito sulle infrastrutture. L’architetto di Foglianise Cosimo Boffa nell’intervista rilasciata per Realtà Sannita mette in evidenza le criticità del tracciato presentato nel corso del convegno.

Architetto Boffa  in che misura il completamento del tracciato della Valle Vitulanese, illustrato a Castelpoto favorisce lo sviluppo del territorio?

La Valle Vitulanese è una valle chiusa per tre lati con accesso esclusivo verso il capoluogo: la città di Benevento. Avrebbe bisogno, per dare slancio al suo sviluppo, di essere attraversata da un asse di scorrimento veloce verso Caserta-Napoli. Il tracciato illustrato a Castelpoto lo scorso 2 ottobre, peraltro previsto nei grafici del PTCP vigente, non risolve questa esigenza. Tale tracciato fu contestato con la osservazione n° 90, presentata al PTCP e ritenuta da parte degli stessi estensori del piano meritevole di approfondimento in fase di progettazione dell’arteria.

Quali criticità presenta il tracciato?

Il tracciato proposto prevede di collegare la rotonda di via Sala nel territorio di Foglianise con Montesarchio, scavalcando le colline all’altezza di Monte Mauro (nel territorio di Apollosa) per ed immettersi sulla SS.7 (Via Appia). Chi quotidianamente deve raggiungere Caserta e Napoli lungo la via Appia (SS.7) conosce le difficoltà inaccettabili di tale percorso (strettoie, semafori e incroci). Il tracciato di scavalcamento delle colline, per ammissione della relazione allegata al progetto preliminare, approvato il 9 aprile 2011, prevede pendenze che superano il 10% e raggi di curvatura molto bassi anche di 85 mt. Di conseguenza la velocità di progetto si attesta sui 45km/h.  Il progetto ripresentato, ancora in fase preliminare, approvato con delibera della Giunta Provinciale di Benevento in data 9 aprile 2011, riguarda il primo lotto dei lavori per una previsione di spesa di 46 milioni di euro e raggiunge solo la base del monte Mauro verso Apollosa. Altrettanti milioni saranno presumibilmente necessari per il secondo lotto per raggiungere Montesarchio.

Un tracciato alternativo è possibile per liberare dall’isolamento le aree interne?

Tra le varie proposte alternative ne vorremmo segnalare una che a parità di costo, prevede di collegare la Fondovalle Vitulanese con la bretella di raccordo della Fondovalle Isclero (che raggiunge l’Ospedale di Sant’Agata de’ Goti) attraverso una galleria di 6,5 km. Questa si imboccherebbe presso il ponte Asciello (Tocco Caudio) e sbucherebbe in località Paolini di Sant’Agata de’ Goti. Si collegherebbero, così due strade a scorrimento veloce oggi monche. Questa ipotesi realizzerebbe una strada a scorrimento veloce, che finalmente libererebbe la Valle Vitulanese accorciandone sensibilmente le distanze con Caserta e Napoli. Tale proposta potrebbe costituire una alternativa provvisoria al collegamento della città di Benevento con il capoluogo di regione in attesa che si progetterà un collegamento autostradale diretto (ipotizzato ma incerto da realizzare).

Quali sono i vantaggi per gli automobilisti di un tracciato diverso rispetto a quello proposto a Castelpoto?

Il tracciato alternativo proposto collegherebbe con un asse effettivamente a scorrimento veloce la Valle Vitulanese con fa Fondovalle Isclero permettendo di:

• liberare la Valle Vitulanese verso Caserta e Napoli attraverso e la bretella della fondovalle Isclero realizzata fino a Sant’Agata de’ Goti;

• ridurrebbe il tempo di percorrenza dalla Rotonda di via Sala all’ospedale di Sant’Agata de’ Goti dagli attuali 48 minuti a 11 minuti;

• ridurrebbe il tempo di percorrenza verso Capodichino dagli attuali 89 minuti a 25 minuti.

Questi risultati contrasterebbero efficacemente le riserve che qualcuno, forse in mala fede, solleverebbe contro l’ipotesi di costruire una galleria di 6,5km. Si contrasterebbero con le seguenti affermazioni:

• Quando necessarie le gallerie si fanno; i tempi di realizzazione non sono superiori a sistemazione di aree in incerta stabilità geologiche quali quelle interessate dal tracciato della soluzione proposta a Castelpoto;

• i costi e gli impatti sono inferiori alle opere di bonifica geologica di aree a probabile interessamento franoso;

• le opere pubbliche si fanno trovando le migliori soluzioni tecnico funzionali tra ipotesi alternative accuratamente vagliate e confrontate (ai sensi della legge sui LLPP);

• la fretta, che in questo caso non esiste sebbene invocata, non è mai buona consigliera. Anche in questo caso un approfondimento se necessario vale sempre la pena farlo prima di imboccare strade irreversibili.

NICOLA MASTROCINQUE

nmastro5@gmail.com

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