06/11/2017

Il problema di Benevento è che non si fa gioco di squadra

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Quando abbiamo posto il problema della possibilità di utilizzare la leva del turismo come modello di sviluppo del territorio, la risposta dell’onorevole non si è fatta attendere: “Abbiamo bellezze naturali e prodotti enogastronomici eccellenti. Io avrei creato un grande cordone di collegamento fra questo e il turismo religioso. Perché Pietrelcina non ha mai avuto il successo di San Giovanni Rotondo? Ci dobbiamo fare una domanda sul perché.

Non sarà certo quel treno con tanto di pompa magna annunciata con sfilate di Sindaco, Presidente della Regione e Sottosegretario a cambiare le sorti di un territorio - rimarca in maniera molto diretta la De Girolamo - questa connessione, invece, poteva realizzarsi in un altro modo. Benevento è una città d’arte perché è una città dove scavando fuoriesce arte e avremmo dovuto fare accordi con l’Università in questo senso, per trasformarla in un laboratorio tangibile.

Invece io vedo - continua l’Onorevole Forzista - che purtroppo questo non accade e qui sta molto agli amministratori locali, perché io ho visto realtà dove gente illuminata, penso anche alla Sicilia, ha ricostruito e ha fatto rivivere in alcuni posti quelle comunità con niente”. Ripercorrendo la memoria di esperienze tratte dall’estero ci viene riportato un aneddoto personale. “Io viaggio molto e sono stata in Vietnam. I vietnamiti sono passati da un azzeramento totale a causa della guerra a una rivoluzione, generata dal fatto che la popolazione è molto giovane. Hanno il wi-fi libero dappertutto - ci precisa la parlamentare - cosa che neanche in Italia c’è. Giri in citta e i ragazzi hanno lo smartphone, si connettono al resto del mondo ma nel farlo hanno investito molto su sé stessi”.

È durante questo racconto che riaffiora un’analogia diretta con la nostra Benevento. Infatti - continua Nunzia De Girolamo - “lì il fiume è un valore, non è un disastro come da noi che se c’è un’alluvione si genera un problema gigantesco perché non c’è manutenzione dei fiumi”. È un aspetto, questo, che verrà ripreso anche dopo, ma intanto l’intervista continua. “Io che sono una garantista vera inserirei un unico reato nel codice: l’assenza di consapevolezza. Un Sindaco deve essere capace, nei piccoli e grandi comuni come Benevento, di tirare fuori le migliori energie di una realtà, cioè quello che veramente può fare la differenza nel suo territorio (ndr). È necessario farsi venire anche delle idee un po’originali”. Questo richiamo fa seguito ad un annuncio che riteniamo importante riportare. “Io vorrei chiudere la mia carriera politica facendo il Sindaco della mia città. Immagino per Benevento (ndr) una cosa che ho visto in tante nazioni dove sono stata: la trasformazione di questi ambienti (ndr) in città d’arte. Anche gli investimenti in arte contemporanea, che è l’arte che oggi fa più discutere e che più attira, non sarebbe male.

Noi siamo la casa di Palladino - conclude al riguardo Nunzia De Girolamo - però sono dovuta andare in un Paese sperduto della Sicilia per vedere una grande opera stabile di questo artista. Mettendo insieme turismo religioso, artistico ed enogastronomico queste realtà volano, ma ci vogliono sindaci illuminati”. Riprendendo l’intervista viene ribadita, riguardo l’alluvione, la debolezza nel ricevere interventi nel territorio da parte del Governo. “Stiamo predisponendo una interrogazione in Parlamento - riprende la Parlamentare - perché il Ministero delle Politiche Agricole ha fatto un bando per il gelo. L’unica provincia tenuta fuori dai risarcimenti è Benevento. Le domande sono arrivate ma il Ministero ci ha tenuto fuori.

Non siamo adeguatamente rappresentati, anche se non è solo della politica la colpa. Il problema di Benevento è che non si fa gioco di squadra. Tutte le volte che ho provato a farlo sapete come è finita. Purtroppo in questa città vince l’invidia e non la collaborazione”. Infine un ultimo aspetto, quello riguardante l’azione delle Province. “Noi dobbiamo rivedere il rapporto Stato-Regioni e anche il discorso sulle Province.

La riforma Del Rio è una riforma fallita, monca. Il referendum non ha dato seguito a quel progetto e bisogna tornare alla vecchia situazione. Ad oggi noi abbiamo tolto solamente voto e soldi, ma le funzioni sono rimaste le stesse. Per chiudere l’esponente Forzista richiama ad una testimonianza personale come esperienza dei problemi reali che ricadono sulla gente riguardo questo tema. “Un povero ragazzo disabile di una località della provincia non sapeva come venire a fare l’ultimo anno a Benevento. Per i trasporti si è rivolto all’Ente provinciale e questo diceva che la responsabilità era dell’Ambito, l’Ambito a sua volta ha rimandato al Comune di appartenenza, il Comune al quale appartiene gli ha detto che si doveva rivolgere al Comune di destinazione: le istituzioni litigano e il malato muore, questa è la verità”.

LUIGI RUBINO

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