03/12/2017

Calcio: per il 'diavolo' una 'strega' indigesta

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Dopo quattordici giornate di campionato era veramente ora che il Benevento conquistasse il primo, storico, punto del suo torneo di serie A.

E' accaduto nel dinner match contro il Milan, e c'è da dire che del pareggio conquistato al 95' ne hanno parlato tutta Italia per il modo in cui è stato ottenuto.

E' stato addirittura il portiere Brignoli a mettere il secondo pallone alle spalle di Donnarumma, proprio all'ultimo respiro e dopo un calcio di punizione causato dal sannita Abate, che ha fatto indiavolare tantissimo Gattuso, per la prima volta sulla panchina rossonera.

Dunque la rete di testa messa a segno da Brignoli lanciatosi nell'area avversaria per l'ultimo disperato attacco, ed erano ben sedici anni che non si vedeva un gol di un portiere in Serie A. L'ultimo fu Massimo Taibi che scrisse il proprio nome sul tabellino dei marcatori in un Reggina Udinese nella stagione 2000/2001. Per questo l'impresa di Brignoli è sulla bocca di tutti ed ha fatto il giro di tutte le televisioni nazionali, che, all'improvviso, non hanno più parlato di Benevento “Cenerentola” d'Europa per le quattordici sconfitte consecutive ottenute in questo inizio di torneo.

Ed a questo punto è bene ricordare i precedenti che hanno fatto entrare il portiere giallorosso nel club del portieri goleador. In Italia il “padre” di tutti deve essere considerato Sentimenti IV con tre reti su rigore quando militava nella Lazio (dal 1949 al 1954). Poi Rigamonti del Como ancora con 3 reti in Serie A negli anni '70, sempre su rigore. Primo gol di un portiere su azione quello di Rampulla in Atalanta - Cremonese (1992), poi Massimo Taibi in Reggina - Udinese (2001).  Amelia  del Livorno, invece, segno in Coppa Uefa al Partizan Belgrado.

Nulla da vedere se diamo uno sguardo ai portieri - goleador all'estero. Il brasiliano Rogeio Ceni può vantare la bellezza di 129 reti in 25 anni di carriera, il folkloristico colombiano Renè Higuita ha messo, invece, a segno 45 reti, di cui 3 con la nazionale del suo paese. Ma c'è da considerare che all'estero il ruolo del portiere è del tutto diverso.

Quindi, il Benevento è riuscito finalmente a cancellare quel maledetto 0 in classifica, che ha tanto condizionato la squadra sotto il profilo anche morale.

Contro il Milan di Gattuso si è vista una squadra viva, che ha lottato fino alla fine, che ha pienamente meritato il pareggio, che, forse, va anche stretto. Infatti le reti dei rossoneri sono venute su due imperdonabili errori difensivi, mentre, da parte sua, il Benevento ha avuto tantissime occasioni, una delle quali, veramente clamorosa, sbagliata da Parigini.

Da parte sua il Milan ha dimostrato di essere davvero poca cosa, ed è tantissimo il lavoro che dovrà svolgere Gattuso per cercare di risollevare la squadra.

Contro il Milan mister De Zerbi ha nuovamente schierato la squadra con il 4-3-3, anche se con alcune varianti rispetto alla precedente gara contro l'Atalanta. Sulla fascia destra della difesa è rientrato Letizia, mentre la fianco di Costa è stati riconfermato Djimsiti. A centrocampo sono stati schierati Chibsah, Cataldi e Memushaj, che ha sostituito Viola. Quindi D'Alessandro e Parigini sulle fasce, con Puscas unica punta viste le non buone condizioni di Armenteros che non era neanche in panchina. E proprio Puscas ha nesso a segno la prima rete, con un bel tiro dal limite dell'area che non ha lasciato scampo a Donnarumma. Nel finale di gara sono anche entrati Gyamfi per Di Chiara, il giovanissimo Brignola per Parigini e Coda per Memushaj, quando il Benevento si e spinto all'attacco in modo forsennato alla richiesta del pareggio.

Dopo il primo punto conquistato ora c'è bisogno di insistere, anche perché le prossime gare non sono certo proibitive. Domenica si andrà ad Udine, poi al “Vigorito” sarà di scena la Spal, prima della trasferta di Genoa (il 23 dicembre) e la gara casalinga contro il Chievo del 30 dicembre, che chiuderà il girone di andata. Gare non certo impossibili, che potrebbero permettere ai giallorossi di avvicinarsi alle squadre in lotta per la salvezza.

GINO PESCITELLI

Foto Arturo Russo

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