16/12/2017

Restyling tra le polemiche

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Un passo avanti nella realizzazione del progetto di rivalutazione del centro storico di Airola: dopo il ripristino e l'urbanizzazione primaria di una parte dell’area antica di Monteoliveto e del Santuario, è stata rimessa a disposizione dei fedeli anche la chiesetta dedicata a Santa Caterina d’Alessandria. Da molto tempo si aspettava una sua sistemazione, in quanto per anni chiusa al pubblico per motivi di sicurezza.

E’ intervenuto per riconsacrare la chiesa e concelebrare la Messa dopo il restauro durato alcuni mesi, monsignor Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita: “La riapertura di questo luogo di culto - ha spiegato il vescovo - in onore di Santa Caterina significa molto per la città tutta, ma deve essere occasione propizia per aprire, insieme alle porte di questa chiesa, anche quelle del cuore di ciascuno di noi al prossimo e al messaggio di Cristo”.

Al termine della santa Messa, l’amministrazione comunale ha intitolato lo spazio antistante la chiesa alla Serva di Dio, Concetta Pantusa, oggi in odore di santità, nativa di Celico, provincia di Cosenza, ma vissuta ad Airola fino alla morte, il cui corpo riposa a poca distanza dalla chiesa, nella Casa del Volto Santo, dichiarata dalla Chiesa santuario.

Ci sono state polemiche a riguardo dalla minoranza in Consiglio comunale: “Democrazia e Partecipazione” ha evidenziato come la decisione di intitolare la piazza a madre Pantusa sia stata una scelta unilaterale presa dalla maggioranza, neppure condivisa con le minoranze, che sono comunque espressione della comunità. A favorire il ripristino delle opere di urbanizzazione in questi ultimi tre anni è stata la delibera regionale 148. L'intervento complessivo ha permesso il recupero sia di via Monteoliveto che di via Addolorata. 

Per quanto riguarda la fase operativa, rispettati i tempi di realizzazione, con la risistemazione dell’intero manto viario in cubetti di pietra lavica, che era in molti punti dissestato. Attualmente la zona antica di Monteoliveto, con il castello medioevale, la chiesa di Santa Maria dell’Ariella, di gusto gotico, ed il sottostante borgo di Santa Caterina, è sottoposta ai vincoli del Piano Urbanistico Attuativo, per la sua valenza storico-monumentale.

Sorta come Cappella di patronato gentilizio, la piccola chiesa di Santa Caterina fu fatta costruire dai Carafa nella seconda metà del 1400. Estintasi la casata, venne in seguito annessa ai beni della chiesa dell’Annunziata e dell’Ospedale. In realtà si tratta di un semplice locale, senza pretese artistiche, ma la gente del rione è stata sempre molto legata al suo ricordo storico.

ADRIANA NAPOLITANO

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