23/12/2017

Capodanno 2018 con la Superluna

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Il cielo stellato darà il benvenuto al nuovo anno con lo spettacolo della Superluna, la più grande del 2018. Il nostro satellite, infatti, raggiungerà la minima distanza dalla Terra (perigeo) il 1 gennaio, alle ore 22.56, quando si troverà alla distanza di 356.565 km (contro una distanza media di poco più di 384.000 km); poche ore dopo, raggiungerà anche la fase piena, “coincidenza” questa che viene popolarmente definita come “Superluna”: il nostro satellite apparirà dunque un po’ più luminoso e un po’ più grande del solito. La definizione, in sé, non ha alcuna valenza scientifica: in astronomia si preferisce parlare di Luna Piena al Perigeo, ma il termine Superluna esercita senza dubbio un fascino tutto suo.

Viene chiamata Superluna sia la Luna Piena che la Luna Nuova, a patto che essa si verifichi a ridosso del perigeo lunare, ovvero con il nostro satellite alla minima distanza dalla Terra. La Luna descrive attorno al nostro pianeta un’orbita sensibilmente ellittica, perciò la sua distanza da noi non è costante, ma oscilla tra un valore minimo (perigeo) e un valore massimo (apogeo). Quella nella notte tra il 1 e il 2 gennaio è la seconda Superluna di una serie di tre consecutive, iniziata con la Luna Piena del 3 dicembre e che si concluderà con quella del 31 gennaio (quest’ultima regalerà anche un’eclissi totale di Luna, purtroppo invisibile dall’Italia). La prossima Superluna sarà la più vicina (e dunque più grande) delle tre (circa 1000 km più vicina rispetto allo scorso 3 dicembre) e dell’intero 2018 (che ci riserva solo le due Superlune piene di gennaio, più due Superlune nuove, dunque inosservabili), sebbene la differenza sia assai modesta e impercettibile.

“La prossima Superluna apparirà poco più del 7% più grande e un po’ più luminosa della media, ma non sarà facile cogliere queste differenze”, afferma Gianluca Masi, astrofisico, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project. “Le variazioni in gioco”, prosegue Masi, “sono modeste, non certo apprezzabili da osservatori occasionali, tuttavia aggiungono fascino all’evento, trasformandolo in un prezioso pretesto per ammirale il nostro satellite naturale nel contesto del cielo stellato e condividerlo con il pubblico, ormai distante dalla meraviglia del firmamento”.

E’ possibile registrare fotograficamente le dimensioni apparenti maggiori della Superluna: basta ottenerne una ripresa con un teleobiettivo da almeno 200 mm e ripeterla, con gli stessi identici strumenti, in occasione di una Luna Piena ordinaria. Il confronto tra le immagini evidenzierà la differenza. “Potrebbe essere un’ottima esperienza”, commenta Masi, “anche perché fotografare il disco molto luminoso della Luna Piena non è più difficile che riprendere un paesaggio terrestre assolato”.

Il Virtual Telescope, grazie ai suoi strumenti mobili, riprenderà la prima Superluna dell’anno mentre sale sull’orizzonte di Roma, tra i più famosi monumenti della Città Eterna, condividendone la visione, come sempre, con i curiosi di tutto il mondo. Un augurio di Buon Anno davvero unico.

La diretta è fissata per il 1 gennaio 2018, a partire dalle ore 17.00.

La partecipazione è gratuita. E’ sufficiente accedere, il 1 gennaio dalle ore 17.00, al sito https://www.virtualtelescope.eu

Media Kit disponibile qui: https://www.virtualtelescope.eu/supermoon-2018-media-kit/

The Virtual Telescope Project

Web: https://www.virtualtelescope.eu

Email: info@virtualtelescope.eu

Media: press@virtualtelescope.eu

Il Virtual Telescope Project (https://www.virtualtelescope.eu)

Fondato nel 2006, il Virtual Telescope Project è una struttura tecnologicamente molto avanzata, attiva sia nel campo della ricerca che della comunicazione scientifica, con totale controllo da remoto attraverso qualsiasi dispositivo connesso ad Internet. Al giorno d’oggi esso gode di una straordinaria reputazione internazionale. Grazie alle sue sessioni osservative online, il Virtual Telescope Project ha potuto mostrare in diretta i più straordinari fenomeni astronomici, come asteroidi che sfiorano la Terra, comete, supernovae, eclissi e piogge di meteore, a milioni di persone in tutto il mondo. I suoi eventi e contributi esclusivi vengono presentati dalle più importanti agenzie spaziali e stampa del pianeta. Dal 2017, grazie ad una collaborazione con il Tenagra Observatories negli USA, utilizza in esclusiva anche un telescopio installato del Deserto di Sonora in Arizona.

L’astrofisico Gianluca Masi

Attratto dal cielo fin dall’infanzia, l’astrofisico italiano Gianluca Masi si è laureato a pieni voti in fisica, indirizzo astrofisico, conseguendo successivamente il titolo di Dottore di Ricerca in Astronomia. Ha scoperto decine di asteroidi, ha co-scoperto tre pianeti extrasolari e l’importante ASASSN-15lh, la supernova più luminosa mai scoperta nella storia. Il servizio ADS della Nasa cita oltre 800 suoi contributi scientifici. Nel 2006 ha fondato il Virtual Telescope Project, a supporto delle proprie attività professionali di ricerca e comunicazione scientifica. Il suo lavoro astronomico viene regolarmente presentato dai media più importanti del pianeta. In riconoscimento alle sue attività scientifiche, l’International Astronomical Union ha assegnato il nome “Masi” all’asteroide (21795). Gianluca Masi è Coordinatore Nazionale per l’Italia di Asteroid Day e Astronomers Without Borders.

Ulteriori informazioni sull’astrofisico Gianluca Masi: https://www.virtualtelescope.eu/the-author/

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